Cinture...

Mi è capitato sentire più e più volte discorsi contrari all'uso delle cinture rosse (9° e 10° dan) e bianche e rosse (7° e 8° dan). Queste critiche arrivavano, perlopiù, da praticanti di Karate Shotokan, i quali vedevano la cosa come un allontanamento dalla "tradizione". Un giorno, mentre ero al Budokan di Okinawa, chiesi al mio amico Isao Tokumon perché alcune scuole avessero aderito a questa pratica. Mi rispose semplicemente che, esattamente come erano stati adottati la divisa giapponese ed il sistema di gradi giapponese, alcune scuole avevano adottato anche questa tradizione. Bisogna ricordare, infatti, che prima degli anni '30 il Karate si praticava con la sola biancheria intima addosso, o con del vestiario comune. Va anche detto che, solitamente, il 9° dan si raggiunge solo dopo i sessant'anni, e che in giappone il colore rosso è di buon auspicio. 

Perciò, prima di criticare una pratica che ha delle radici culturali, e che non è altro che una "modifica" superficiale, bisognerebbe guardare "nel proprio giardino", dove ci sono persone con cinture nere pluridecorate (nomi, gradi, stelle, segni zodiacali, ecc), e dove ci sono "modifiche" ben più profonde e pericolose, che minacciano seriamente il Karate... Ma come sempre, è più facile criticare quello che vediamo in superfice, piuttosto che quello che si nasconde a fondo. La comicità sta nel fatto che chi critica, è stato spesso vittima di queste "modifiche" reali, le quali gli hanno procurato danni irreparabili alle ginocchia, alle spalle, ai femori o alla schiena. Ma,  esattamente come un fumatore incallito, che sa a che danni sta andando incontro, difende apertamente il tabacco, certi karateka sarebbero disposti a far seppuku pur di difendere la scuola che ha danneggiato perennemente i loro corpi (e che ha iniziato ad intaccare quelli dei loro allievi). Le "cinture rosse" che conosco, non hanno di questi problemi, ne problemi alle articolazioni delle dita, pur colpendo da anni il makiwara! Un esempio? Shiroma Sensei, dell'hombu dojo Shidokan, ha 85 anni e pratica ancora senza troppi problemi (se escludiamo la sordità parziale dovuta ad una caduta da un albero).

Perciò, visto che vi riempite la bocca di filosofia orientale, mettetela in pratica; non fermatevi alla superfice, ma esplorate le profondità!

A sinistra Shiroma Seichi, a destra Muramatsu Masataka. Foto di Miguel Da Luz.