GICHIN FUNAKOSHI Parte 1: UN OSCURO INSEGNANTE

Articolo a cura di Manuel Vignola

É probabilmente la figura che incarna per la grande maggioranza dei praticanti il concetto stesso di Karate, se non altro perché il suo ritratto campeggia nella maggior parte dei dojo di Karate Shotokan di tutto il mondo, ed è considerato il fondatore di questo stile (il più diffuso stile del mondo) tanto da diventare nell’immaginario collettivo lo stereotipo stesso del Karate. 

La sua biografia essenziale è citata praticamente in tutti i siti che si occupano di Karate per un motivo: è considerato il “Padre del Karate Do moderno”, colui che, tra indicibili difficoltà, per primo lo ha diffuso (con successo) in Giappone dalla piccola isola di Okinawa, trasformandolo in modo analogo a quello che nello stesso periodo stavano facendo Jigoro Kano e Morihei Ueshiba rispettivamente col Judo e l’Aikido, in una disciplina tesa al miglioramento individuale. Sebbene non sia stato il primo ad aver cambiato il nome dell’arte da To De a Karate (vedi Hanashiro Chomo), cioè da “mano/tecnica cinese” 唐手 a “mano vuota” 空手, è stato colui che ha maggiormente contribuito alla diffusione di questo nuovo termine. Ha portato il Karate alla notorietà a livello internazionale scrivendo alcuni trai primi libri “tecnici”, e formando i primi Maestri giapponesi (Nakayama, Nishiyama, Kase, Enoeda, Kanazawa, ecc) che hanno dato vita alle prime organizzazioni stabili, lo hanno pubblicizzato, hanno introdotto l’aspetto sportivo, ne hanno rivoluzionato l’insegnamento e sono andati a diffonderlo all’estero, facendolo diventare uno sport famoso in tutto il mondo. 

Eppure, non è tutto facile come sembrerebbe. La vita di questo signore anziano, che vediamo immortalato nella classica fotografia dei vari dojo, è molto più ricca e particolareggiata di quanto ci appaia nelle brevi biografie dei siti di arti marziali. Non tutto è così limpido come appare, e soprattutto la sua arte era un po’ diversa da quello che oggi è conosciuto come il “suo” stile. 

Gichin Funakoshi (Gijin Yo il nome in cinese, Umikami il nome che gli fu dato in gioventù) nasce il 10 novembre 1868 (stesso anno della Rivoluzione Meiji, il periodo in cui il Giappone iniziò un processo di adattamento alla modernità) nel villaggio di Yamakawa, a Shuri (Okinawa). La sua famiglia (originariamente il cognome era Tominakoshi del clan Yo originari di Tomari; la genealogia della famiglia Funakoshi è stata preservata dalle distruzioni della guerra ed è in mano a suo cugino Kenneth Funakoshi negli USA) apparteneva alla classe degli shizoku (classe sociale medio-bassa dei peichin), e dalle sue stesse parole sappiamo che il nonno Gifuku, grazie alla sua conoscenza delle opere di Confucio, era stato chiamato ad istruire le figlie del segretario del sovrano, Kikoe Okimi, e come ricompensa ricevette una certa somma di denaro e una casa nei pressi del castello di Shuri. Purtroppo, alla nascita di Gichin, il patrimonio familiare era stato dilapidato dal padre Gisu (un servitore degli Yamada di Tomari), ballerino e pratico dell’arte del bastone ma forte bevitore di alcolici, per cui la famiglia era molto povera. 

Figlio unico nato prematuro, debole e dalla salute e dal futuro incerto, fu trattato con tutte le cautele possibili dai nonni, soprattutto da quelli materni con cui fu inviato a vivere e dove ricevette la prima istruzione nei classici cinesi confuciani, com’era prassi per i giovani della sua classe sociale, e iniziò a frequentare la scuola. Qui iniziano i problemi. Nella sua autobiografia lo stesso Gichin ci dice che all’età di 11 anni circa, grazie alla profonda amicizia con un suo compagno di scuola, osservandolo quando andava a casa dell’amico praticare l’antica arte marziale, divenne allievo del padre di costui, il grande esperto di To De (e probabilmente di Ti) Anko Azato, un nobile ai vertici dell’amministrazione statale del Regno delle Ryukyu, esperto non solo nel To De ma soprattutto nel Kenjutsu, oltre ad altre discipline marziali. Tuttavia alcune fonti ci dicono che il suo primissimo Maestro fu Kojo Taitei, esponente della nota famiglia cinese Kojo, esperta nelle arti marziali da generazioni, con il quale rimase solo pochi mesi, poiché inizialmente non era interessato alla pratica (pare siano stati i nonni a spingerlo a praticare, per rinforzare la salute). Sebbene Funakoshi non ne faccia menzione, non è certamente impossibile; probabilmente per  l’esiguo lasso di tempo passato assieme non lo considera neppure uno dei suoi maestri. Molto più strana appare la versione della storia che ci riporta lo storico, nonché maestro, Richard Kim, il quale sostiene che iniziò la pratica spinto sempre dai nonni e dal suo medico Tokashiki che gli prescrisse, oltre all’uso di erbe per irrobustire il corpo, anche la pratica dell’arte marziale con il noto esperto Anko Itosu.  Secondo le sue memorie Funakoshi, sotto la guida di Azato (che ebbe un buon merito anche per la sua istruzione accademica), iniziò un addestramento in gran segreto, spesso al calar del sole e di notte (lui stesso riporta che i vicini, vedendolo tornare a ore così tarde, iniziarono a pensare che frequentasse bordelli), incentrato soprattutto sullo studio di un singolo kata per lunghi periodi, acquisendo un fisico forte e vigoroso (nella sua autobiografia ci riporta il suo addestramento alla solidità delle posizioni stando sul tetto di una casa mentre infuriava un tifone). 
Col tempo iniziò ad allenarsi anche con il grande amico di Azato, l’altrettanto famoso Anko Itosu (talvolta veniva istruito dai due Maestri insieme), e costoro furono i principali Maestri che seguì (anche se non gli unici). Ora, sebbene Funakoshi riporti nelle sue opere che Azato ebbe un grandissimo influsso su di lui (a livello di modi, di filosofia di vita e marziale, ma anche per la sua cultura. Non a caso Funakoshi stesso apprezzava la poesia, e ne comporrà diverse sotto lo pseudonimo di Shoto ossia “fruscio nei pini” giacché amava passeggiare nei boschi di pini), non è chiaro per quanto tempo lo abbia frequentato. 
Sappiamo infatti che nel 1879, ossia dopo poco tempo, Azato si trasferì in Giappone al seguito del Re Sho Tai, dopo l’incorporamento del Regno delle Ryukyu all’Impero Giapponese, facendo ritorno presumibilmente intorno al 1892 (secondo alcune fonti). Sappiamo inoltre che la sua morte si colloca intorno al 1906 (1915 secondo altre fonti). Per cui Funakoshi avrebbe iniziato il suo allenamento con Azato, per poi passare ad altri Maestri (tra cui certamente Itosu), e aver ripreso con Azato al ritorno del Maestro e fino alla sua morte. Una delle frasi celebri che Funakoshi attribuisce ad Azato è la ormai celeberrima “considera mani e piedi dell’avversario come spade e non farti toccare”, un pensiero che Azato potrebbe aver appreso sia dal suo Maestro Sokon Matsumura, sia dalla sua esperienza nell’arte della spada (Kenjutsu). 

Dai suoi libri sappiamo che anche Itosu influì molto sulla sua persona, non solo a livello marziale ma anche a livello morale e filosofico, e ne divenne uno dei pochi allievi anziani (alcune fonti riportano che Kanken Toyama e Funakoshi sarebbero gli unici due insigniti del titolo di Shihanshi, ossia “protetti” di Itosu). Dalla sua autobiografia notiamo che pone particolare attenzione agli insegnamenti filosofici ricevuti dai due esperti: ad esempio quando venne elogiato per aver consegnato i dolci che portava per l’altare di suo suocero ai ladri che lo minacciavano invece di difendersi; o quando venne inviato da Itosu a parlamentare con una banda di teppisti (vietandogli di ricorrere alla violenza), i quali li avevano bloccati una notte. É chiaro l’intento di queste parole riportate nella sua autobiografia: educare i praticanti a non ricorrere alla violenza, a meno che non sia estremamente necessario, ed a essere sempre gentili, compassionevoli e cortesi (anche se nel suo libro riporta che quando accidentalmente colpì un passante che fuggiva di corsa, e costui poco dopo cadde in un pozzo, dopo averlo recuperato con l’aiuto di due poliziotti e lavato nel suo giardino, la sua cortesia durò finché non scoprì che si trattava in realtà di un delinquente incallito). Dalle storie raccolte su di lui pare che si sia sempre attenuto a questi principi (infatti ci ricorda nella sua autobiografia degli episodi che lo dimostrano: quando ad esempio venne scelto per dirigere la famosa manifestazione del tiro alla fune di Naha, in cui spesso succedevano tafferugli tra le squadre, o quando fu inviato per dirimere una controversia tra il villaggio di Shaka e uno vicino, episodi che dimostrano come fosse considerato una persona onesta, pacifica, accomodante ecc).

Non furono solo loro i suoi Maestri. Nella sua autobiografia ci dice che ambedue (soprattutto Azato, che possedeva dettagliate informazioni sugli altri esperti dell’isola) lo presentarono a dei loro “colleghi”, invitandolo a imparare il più possibile anche da loro, e nel suo libro ne cita alcuni: Kiyuna, un ormai anziano Matsumura, Toono e Niigaki.

  • Kiyuna Peichin (1845-1920) è un personaggio poco conosciuto, era una guardia delle tombe reali di Shuri (come il giovane Itosu), allievo di Sokon Matsumura, grande amico di Itosu e famoso per la forza del suo pugno che allenava assiduamente con makiwara non convenzionali (dato che li distruggeva tutti), e con mani tanto forti da strappare la corteccia degli alberi; il suo kata preferito era il Passai (la su interpretazione è detta Kiyuna Passai) che dimostrò in più di un’occasione. 
  • Matsumura è il famoso Sokon (detto Bushi Matsumura per la sua abilità, 1809-1901), il Maestro principale di Azato e di Itosu (sebbene costui abbia studiato con molti Maestri che esercitarono una forte influenza, e probabilmente, anche Azato ebbe più Maestri), colui che per primo iniziò a sistematizzare il vecchio To De e a insegnarlo alla generazione di Maestri che lo avrebbe reso famoso. Fu anche a capo delle guardie di ben tre Re di Okinawa, nonché istruttore di corte. 
  • Niigaki (pronuncia giapponese) si riferisce al noto Seisho Aragaki (1840-1918), famoso non per aver lasciato una scuola dietro di se, bensì per aver lasciato una serie di kata ancora noti al giorno d’oggi (es. Niseishi, Unshu, Sochin, ecc), e per aver allenato personalità del calibro di Kanryo Higaonna, Mabuni ecc; un altro suo allievo, Tsuyoshi Chitose, ci conferma che all’epoca erano in pochi a studiare con lui, tra cui Funakoshi appunto. 
  • Molto si è speculato sul terzo nome, Toono (in giapponese), tuttavia se si pensa che Juhatsu Kyoda, uno dei principali allievi di Kanryo Higaonna, chiamò in onore del suo Maestro la sua scuola Toon ryu, ecco che l’identità del terzo nome appare più chiara: Kanryo Higaonna (1853-1917), principale esponente del Naha-te, divenuto famoso per essere stato il Maestro principale di Chojun Miyagi, fondatore del Goju-ryu. 
  • In aggiunta, Funakoshi studiò anche con Kodatsu Iha (1873-1928) della corrente Tomari-te, allievo di Kosaku Matsumora (con il quale, forse, studiò anche Funakoshi), da cui avrebbe appreso il kata Seisan (che avrebbe dimostrato pubblicamente in diverse occasioni), e forse anche Wanshu (date le similitudini con il kata di un altro studente di Iha, Shoshin Nagamine). 

Vediamo quindi che Funakoshi ha studiato non solo la linea Shuri-te/ Shorin-ryu  (quella che lo influenzò di più senza alcun dubbio, e che costituì la base del suo Karate), ma anche il Naha-te e il Tomari-te (in realtà la classificazione degli stili in tre correnti è successiva a questo periodo, e ciò verrà spiegato in altro articolo),  come lo stesso Kenwa Mabuni. 

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In quel periodo tutto era To De, per cui non c’erano particolari difficoltà a studiare tutte le linee. Solitamente i praticanti utilizzavano uno stile come base, per poi integrarlo con l’esperienza maturata negli altri. Il Maestro Funakoshi era anche, come molti altri praticanti di Okinawa, un appassionato di tegumi, la lotta okinawense, come si desume dal suo libro, nella parte in cui racconta di essere stato sfidato da un gruppo di lottatori mentre passeggiava tra Shuri e Naha, e dopo essere stato costretto a combattere, di averne sconfitti sei prima di riuscire ad andarsene liberamente (ci dice che venne attaccato poco dopo nell’oscurità, ma grazie alla sua abilità e al suo ombrello riuscì a evitare tutti i colpi diretti a lui, finché non desistettero).

Tornando alla vita di Funakoshi, sappiamo che il suo intento originario era intraprendere gli studi medici in una scuola di Tokyo e sappiamo che superò anche gli esami (che sia questo il viaggio a Tokyo riportato nella sua autobiografia in cui rischiò di cadere dalla barca, e grazie alla sua padronanza dei principi di movimento riuscì a salvarsi lanciando le valigie sul ponte, e facendosi trascinare appunto in salvo, guadagnando gli elogi di Azato e Itosu che erano venuti al molo per salutarlo?), e addirittura falsificò il suo certificato di nascita, modificandone la data dal 1868 al 1870 (era necessario essere nati dopo quell’anno per esservi ammessi). 
Tuttavia non vi entrò per un motivo molto particolare: uno dei punti del rinnovamento Meiji era il taglio del nodo di capelli caratteristico della classe guerriera, e per essere ammessi a questo istituto di istruzione era un requisito basilare, tuttavia la sua famiglia, fortemente tradizionalista, gli impedì di adeguarsi e perciò non poté entrarvi. Facendo uso della formazione ricevuta nei classici cinesi decise di intraprendere la carriera di insegnante, carriera che coltivò per 30 anni (alla fine, all’incirca nel 1888, dovette comunque privarsi del ciuffo e vestirsi con abiti di foggia occidentale, cosa che turbò infinitamente la sua famiglia ultra-tradizionalista. Dovette imporre la cosa anche ai suoi studenti, non sempre pacificamente come ci riporta lui stesso, quando le autorità decisero di rompere gli indugi e imporlo forzatamente). Lavorò come assistente maestro di scuola elementare, e si sposò in tarda età, rispetto ai canoni dell’epoca (passati i 20 anni) a causa delle difficoltà economiche della famiglia, con Gozei, una donna che a quanto pare lo sostenne sempre nella pratica del To De, imparandone anche i rudimenti (avranno in tutto sei figli tra maschi e femmine: Giei, Tsuru, Giyu, Uto, Gigo e Giketsu).  Col tempo passò gli esami per essere abilitato all’insegnamento di tutti i gradi del sistema scolastico (in totale 8 anni, di cui gli ultimi 4 facoltativi), aiutando anche sotto mentite spoglie la moglie nei campi (non era dignitoso che un maestro lavorasse la terra) Sappiamo che lavorò sempre tra Shuri, Naha e Tomari, cosa che gli permise di studiare sempre il To De con i suoi Maestri, accompagnato anche dai figli (ci riporta lui stesso che talvolta lo accompagnavano da Azato e Itosu, con i quali si allenavano, e i quali gli regalavano dolci. Si ritiene che fossero, Giei e Giyu e non Gigo nato più tardi. In un altro episodio, mentre una notte si recava a praticare accompagnato da uno dei figli, costui venne spaventato da un serpente sulla strada), rifiutando addirittura promozioni che lo avrebbero allontanato in altre isole dell’arcipelago. Erano sempre momenti duri per Funakoshi, che doveva mantenere con il suo misero stipendio una famiglia di dieci persone supportato dall’infaticabile moglie, che appunto lavorava nei campi e tesseva una stoffa pregiata, ma non lesinò mai la pratica del To De, cominciando anche ad istruire alcuni giovani nel cortile di casa sua. Il vento stava cambiando, e il velo di segretezza col tempo aveva cominciato ad attenuarsi. 

Questo velo cadrà del tutto a inizio 1900 (1901 o 1902), quando il gruppo di Itosu (con Yabu e Hanashiro in primis, ma anche Funakoshi che era allievo anziano e insegnante) cominciò a lavorare per introdurre il To De come elemento di educazione fisica nelle scuole dell’isola, per formare buoni cittadini e buoni futuri soldati, dato il clima militarista. 
Una dimostrazione fu organizzata appunto in quegli anni per la visita del commissario scolastico di Kagoshima, Shintaro Ogawa, il quale ne restò tanto impressionato da stilare un rapporto per il Ministero dell’Educazione. Grazie a questo rapporto, le autorità giapponesi autorizzarono l’insegnamento dapprima alla scuola elementare di Shuri, per estenderla poi al liceo e all’istituto magistrale, e di conseguenza molti giovani poterono accedere all’arte marziale già dalla scuola, e i Maestri (tra cui anche Funakoshi) cominciarono a insegnare pubblicamente a piccoli gruppi e a fare dimostrazioni in giro per l’isola (es: nel 1916 Shoshin Nagamine ricorda un’esibizione dei ragazzi della scuola elementare di Tomari, guidati da Funakoshi, i quali eseguirono i kata Naihanchi e Pinan; nel 1906 diedero una dimostrazione per l’apertura del nuovo palazzo della Prefettura). 
Pochi anni dopo, il futuro Ammiraglio Rokuro Yashiro fece assistere il suo equipaggio a una dimostrazione di To De, rimanendone grandemente impressionato, e nel 1912 la I° Flotta della Marina Imperiale (Ammiraglio Dewa) si ancorò nella baia di Nakagusuku, e alcuni membri dell’equipaggio furono alloggiati nell’ostello della scuola media per praticare con Funakoshi. A poco a poco la notizia della misteriosa arte marziale di Okinawa si stava diffondendo anche nella madrepatria grazie a questi due ufficiali della Marina, attirando l’attenzione soprattutto del Dai Nippon Butokukai, l’Associazione Giapponese che sovrintendeva allo sviluppo e alla diffusione delle arti marziali giapponesi. Nel contempo Funakoshi diventava direttore dell’Okinawa Shobukai (Associazione di Okinawa per lo Spirito delle Arti Marziali, fondata nel 1906). 

Un punto su cui è opportuno fare chiarezza è la partecipazione o meno di Funakoshi al famoso gruppo di studio del Karate, il Ryukyu Toudi Kenkyukai, organizzato a casa di Mabuni, e che riuniva i maestri Miyagi, Choyu Motobu, Chibana, ecc (nelle intenzioni dei partecipanti tale gruppo avrebbe dovuto portare a condividere le conoscenze tra i praticanti, e a preservare gli insegnamenti degli ultimi “grandi Maestri”, ossia Itosu, Higaonna e Aragaki). Il gruppo nacque in modo informale nel 1918, originato dalla fusione di due (o più) gruppi simili. Venne riorganizzato nel 1925, presso l’Okinawa Karate Kenkyu Kurabu, considerato il primo dojo propriamente detto di Karate della storia, gruppo che purtroppo si sciolse intorno al 1928 con la morte della figura diciamo di riferimento, ossia Choyu Motobu, e con la partenza di Mabuni per il Giappone. Sicuramente a quest’ultimo gruppo Funakoshi non può aver partecipato, poiché si trovava già in Giappone da diversi anni, tuttavia sappiamo che era membro di uno dei due gruppi originari. Difatti, in un’intervista, il figlio più anziano di Mabuni, Kenei, ci dice che tra coloro che frequentavano la casa del padre, e che supportavano il gruppo, vi era anche Gichin Funakoshi. La cosa non stupisce, dato che era considerato come un esperto maestro, nonché grande amico sia di Mabuni, sia degli altri partecipanti (Hanashiro, Yabu, ecc). 

All’inizio degli anni ‘20, a causa di una promozione che lo avrebbe mandato in una lontana isola, abbandonando la madre malata, la famiglia e il To De, Funakoshi diede le dimissioni da maestro (tra l’altro, pare, senza aver mai fatto un giorno di malattia, grazie alla pratica del Karate), concludendo una carriera di 30 anni di insegnamento. Mantenne comunque un legame con il mondo accademico, fondando la Società di Sostegno degli Studenti di Okinawa (col supporto  del capo della biblioteca prefettizia Shoko Makaina e il redattore capo dell’Okinawa Times Bakumonto Sueyoshi). 

Il primo punto di svolta è il 5 maggio  1917, quando venne scelto per presentare il Karate con una piccola delegazione (nella quale era presente anche Shinko Matayoshi per il Kobudo) al Butokuden a Kyoto. Tale esibizione venne richiesta alla Direzione del Ministero dell’Educazione della Prefettura di Okinawa da parte del Dai Nippon Butokukai (molto probabilmente dietro pressioni del Ministero della Marina, di cui molti membri erano artisti marziali con legami col Butokukai, ed avevano già visto il Karate nel corso delle loro tappe di servizio ad Okinawa, e forse anche del Ministero dell’Educazione). È la prima presentazione “ufficiale” del Karate nel Giappone “continentale” (sul fatto che sia stato inviato proprio lui può dipendere dal fatto che era un educatore acculturato, con una grande esperienza nel Karate, che conosceva la lingua giapponese, e che era presidente dello Shobukai). 

Il 6 marzo 1921 gli fu affidato l’onore di organizzare l’esibizione di To De (a cui partecipò anche Chojun Miyagi, nonché Matayoshi per il Kobudo) a cui avrebbe assistito nel Palazzo di Shuri il Principe Imperiale Hirohito, in viaggio verso l’Europa (grazie all’interessamento del comandante della nave, l’okinawense Norikazu Kanna), il quale ne rimase impressionato; per Funakoshi fu un momento memorabile presentare il To De al futuro Imperatore del Giappone, ma la vera svolta sarebbe giunta a breve!

CONTINUA...

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)