I tempi stanno cambiando!

Eh si, anche nel vecchio "Bel Paese" il Karate di Okinawa sta ormai prendendo piede. Come sempre, per quello che riguarda le arti marziali e gli sport da combattimento, l'Italia è sempre in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, ma ci stiamo lentamente adeguando. Il Karate di Okinawa, e nella fattispecie le varie scuole Shorin (Kobayashi, Matsubayashi, Shobayashi, ecc), inizia infatti a diffondersi sul territorio nazionale. Per quanto riguarda il Piemonte, senza ombra di dubbio i "pionieri" sono stati gli amici della Kyudokan Torino, i quali hanno anche importato un'altra arte marziale complementare al Karate, il Kobudo!

Logica vorrebbe che questa fosse una lieta notizia per tutti i praticanti di Karate, i quali potrebbero approfondire alcuni concetti andati perduti nel Karate giapponese, collaborando in amicizia con una delle suddette scuole. Ma la verità è molto diversa... Molti insegnanti/praticanti di Karate giapponese vedono in queste antiche scuole un nemico, nonostante non ci siano stati attriti o "minacce". Forse alcuni di essi si sentono "vulnerabili" (o economicamente vulnerabili, temendo di perdere "terreno") dinanzi ad un Karate più naturale, completo, salutare, e che offre un'alternativa agli stili più moderni/sportivi. D'altronde se molti praticanti dalla mentalità elastica ed aperta rimangono immediatamente affascinati dal Karate di Okinawa (vedi Jesse Enkamp, od il 7 volte campione del mondo Hasegawa Yukimitsu), un motivo ci sarà. Quello che però queste persone ignorano, è che il Karate di Okinawa non è adatto a corsi da 50 persone, non promuove gare od eventi sportivi (i quali muovono molto denaro), e che la maggior parte dei suoi praticanti ha abbracciato la cultura okinawense del "vivere in pace". Quindi non rappresentiamo una grossa minaccia ai loro portafogli! 

La nostra volgia di armonia, però, non impedirà il normale sviluppo delle cose. Piano piano apriranno altri dojo ed altre scuole di Karate di Okinawa, e l'unica cosa che queste persone potranno fare, sarà quella di mettersi l'anima in pace una volta per tutte.