SULLE ORME DEL KARATE – VIAGGIO AD OKINAWA 2013

Okinawa è l’isola principale dell’arcipelago delle Ryu Kyu, situata a sud del Giappone, è bagnata dall’oceano Pacifico e dal Mar Cinese. In questa splendida isola, dove il sole splende quasi tutto l’anno,  la gente vive in armonia e con il massimo rispetto del prossimo, nonché dei beni pubblici. Capitale dell’antico regno delle Ryu Kyu (dal XV al XIX secolo), intrattenne commerci con tutto l’estremo oriente, importando ed esportando beni e tradizioni. Essendo un regno subordinato all’impero cinese della dinastia Ming, (nonché , dal 1609, anche dello shogunato giapponese Tokugawa), spesso la corte riceveva la visita di delegazioni cinesi, i cui membri portarono, tra l’altro, nuove conoscenze…

Fu proprio grazie a questo contatto con l’impero cinese che lo Shaolinquan, antica arte marziale, giunse ad Okinawa. Probabilmente fu un processo lento e non attribuibile ad una singola persona, ma un uomo in particolare viene ritenuto il maggiore responsabile dell’importazione di quello che sarebbe poi divenuto il Tōde (mano cinese), Kanga Sukugawa. Lo Shurite (mano di Shuri, capitale di Okinawa), nato dall’unione del Tōde e delle tecniche di combattimento autoctone, venne tramandato poi a Sokon Matsumura, guardia del Re di Okinawa, il quale lo tramandò ad  Itosu Anko, Maestro di Gichin Funakoshi, padre del Karate moderno.

Oggi lo Shurite è chiamato Shoryn-ryu, nome datogli da un altro allievo di Itosu Anko, Choshin Chibana. Uno dei maggiori esponenti di questo stile è senza dubbio il Maestro Maeshiro Morinobu, 10° Dan, allievo di Miyahira Katsuya, e facente parte della quinta generazione di maestri (contando da Sokon Matsumura).

Abbiamo avuto la fortuna di allenarci sei volte con questo grande Maestro, la cui umiltà, educazione e simpatia ci hanno immediatamente conquistato! Ha voluto subito imparare la corretta pronuncia dei nostri nomi, così siamo diventati Emanuel-san e Teresa-san!                                                                       L’allenamento comincia sempre con alcuni semplici Kion di “riscaldamento”, poi si passa ai Kata ed alle loro applicazioni e si termina con un po’ di ginnastica finale. La lezione dura circa due ore e l’intensità è moderata. Durante la prima lezione ci è stato chiesto di eseguire alcuni Kata Shotokan (Tekki Shodan, Tekki Nidan, Tekki Sandan, Bassai Dai e Bassai Sho), ai quali tutti hanno prestato molto interesse, poi è venuto il momento di imparare i loro Kata…

Non a caso la scelta del maestro è caduta sui Kata fondamentali, i tre Naifanci (o Naihanchi) e i cinque Pinan, i quali corrispondono ai nostri tre Tekki e ad i nostri cinque Heian. Durante l’ultima lezione abbiamo anche provato l’equivalente del nostro Bassai Dai, ovvero Itosu no Passai, riscontrando anche in questo caso molte similitudini! Le lezioni erano praticamente lezioni private, dedicate interamente a noi due, e ciò ha contribuito molto ad apprendere velocemente quel che ci veniva insegnato. Al termine di ogni lezione, essendo sprovvisti di auto, siamo stati accompagnati in albergo da uno dei praticanti o dal Maestro, un altro esempio dell’educazione e dell’altruismo disinteressato degli abitanti dell’isola.

Assistendo ad un paio di lezioni dei giovani praticanti, e dei bambini, abbiamo conosciuto anche il lato giocoso del Maestro. Difatti la lezione alterna con una naturalezza disarmante le risate alla serietà, ed il gioco alla pratica vera e propria. I bambini giocano con il Maestro in maniera educata, e quando viene chiesto loro di eseguire Kion e Kata, entrano appieno nello spirito marziale e cercano di dare il meglio di se! Non è stato MAI necessario alzare la voce o richiamare qualche bambino o qualche bambina.

L’igiene dei praticanti (sia adulti che bambini) è massima, nonostante il caldo ed il conseguente sudore non si avvertono odori sgradevoli, ma questo fa parte della cultura locale.

Ovviamente la difficoltà più grande è stata la comunicazione, ma con qualche parola di giapponese, e con qualche parola di inglese (loro non lo parlano, se non in pochissimi), molti gesti e mimica, ce l’abbiamo fatta! Ovviamente dobbiamo ringraziare Miguel Da Luz dell’ Okinawa Traditional Karate Liason Bureau, il quale ci ha organizzato tutto gratuitamente (se escludiamo una piccola donazione che abbiamo scelto di fare noi, senza che ci venisse in alcun modo richiesta), e ci ha accompagnato alla prima lezione facendo le dovute presentazioni. 

Questa è stata senza dubbio un’esperienza fondamentale nel nostro cammino sulla via del Karate, un’esperienza che ci auguriamo di rifare presto, e che consigliamo a chiunque!

SAYONARA! (ARRIVEDERCI)

 

Emanuel  Giordano e Teresa Parisi