NEKOASHI-DACHI, UKIASHI-DACHI, ECC. STUDIO SULLE POSIZIONI FLUTTUANTI NEL KARATE (E NELLE ALTRE ARTI MARZIALI)

Articolo di Emanuel Giordano sensei

Con il termine posizioni fluttuanti, nelle arti marziali, si intende l’insieme delle posizioni nelle quali uno dei due piedi non poggia completamente al suolo. Spesso si dice che questo piede non sia ancorato al terreno ma, come vedremo più avanti, non è proprio così. Solitamente, in queste posizioni, il peso corporeo non è equamente  distribuito tra gli arti inferiori ma, bensì, tende ad esser maggiormente concentrato sulla gamba corrispondente al piede che ha pieno contatto col terreno. In giapponese ci si riferisce a queste posizioni col termine ukiashi-dachi.

Tale termine fu citato dal famoso spadaccino Miyamoto Musashi (1584–1645) secondo il quale, si dice, queste posizioni erano da evitare. La questione fu trattata nel famoso Libro dei cinque anelli, e spesso non ci si interroga sul perché Musashi sconsigliasse queste posizioni. Normalmente si prende per assodata l’equazione posizioni fluttuanti = posizione da evitare, semplicemente in forza del fatto che è stato detto da qualcuno di famoso. Ma se andiamo a leggere il Libro dei cinque anelli, scopriamo che Musashi non sconsigliava le posizioni fluttuanti, bensì sconsigliava di AVANZARE saltando, adottando una posizione fluttuante, o mantenendo i fianchi abbassati (quando si attacca o ci si difende con la spada), questo perché erano tre metodi d’avanzamento estranei al principio di “piedi Yin e Yang”, ovvero il principio di avanzare con entrambi i piedi alternati, e mai con un solo piede.  Questo principio è alla base del movimento dei piedi della scuola di scherma di Musashi, la Niten Ichi Ryu. Possiamo quindi dire che in realtà, Musashi, sconsigliava, come chiunque, di utilizzare un principio differente da quello del proprio stile. Senza contare, tra l'altro, che il Kenjutsu ed il Karate hanno sì dei punti in comune, ma sono due arti marziali completamente differenti, a cominciare dal fatto che nel Kenjutsu si è armati, nel Karate no.


Choshin Chibana sensei in un Kosa-dachi "fluttuante"

Venendo al mondo del Karate, non si può non citare il famoso Motobu Choki. Sappiamo da diverse fonti, incluso suo figlio, che Motobu Choki non apprezzava le ukiashi-dachi. Ad esempio non condivideva il fatto che le anche fossero “spinte in dietro” durante l’attacco (nell’ukiashi-dachi le anche sono arretrate rispetto al piede frontale. ), prediligendo posizioni più naturali, come il kihon-dachi. La frase che però contribuì di più a farci comprendere l’opinione di Motobu Choki  è la seguente:

La cosiddetta posizione del piede di gatto (nekoashi) è un esempio di piede fluttuante (ukiashi), che non è [un principio] molto apprezzato nelle arti marziali. Questo perché se il tuo corpo dovesse riceve un colpo, verrai immediatamente spazzato via, poiché perderai l'equilibrio. […] La posizione [usata] nel mio Karate, sia durante il kata che nel kumite, è con le ginocchia leggermente piegate come in Naihanchi, e permette di muovere i piedi liberamente. […] Il peso non viene posizionato né sul davanti né sul retro, ma viene sempre distribuito uniformemente su entrambi i piedi.”

In realtà, Motobu Choki non scrisse mai nulla del genere. Questa frase è stata scritta da Nakata Mizuhiko, un karateka giapponese non okinawense, e pubblicata nel 1978 nel libro Motobu Choki Sensei Goroku (Parlando di Motobu Choki Sensei). Nakata era un allievo di Konishi Yasuhiro, e frequentò come ospite anche il dojo di Motobu Choki. Secondo Nakata, la suddetta frase (ed altre presenti nel libro) sarebbe da attribuire a Motobu Choki sensei. Sinceramente non prenderei alla lettera una fonte del genere, ma essendo che rispecchia ciò che sappiamo del Karate di Motobu Choki, il suo senso generale potrebbe corrispondere al pensiero del famoso maestro. Sebbene l’opinione di Motobu Choki sensei (maestro presente, tra l’altro, nel lignaggio della nostra scuola) sia più che valida, anche in questo caso andrebbe presa più che altro come un’opinione personale, e non come una realtà certa. Bisogna notare infatti che il principio del piede fluttuante si ritrova in diverse arti marziali, incluso il Motobu Udundi, arte marziale  okinawense praticata dalla famiglia Motobu, ma trasmessa solo ai primogeniti maschi (motivo per il quale Motobu Choki non la studiò). È interessante sottolineare che Motobu Choki fu più e più volte sconfitto da suo fratello maggiore, Motobu Choyu, il quale era stato addestrato, appunto, nel Motobu Udundi. 


Alcune ukiashi-dachi in uso nello Shorin-ryu Tradizionale di OkinawaDa notare che la posizione nella foto centrale: 1) è propriamente chiamata Ukiashi-dachi. 2) talvolta, è anche definita Nekoashi-dachi, sebbene differisca dall’omonima posizione in uso nel Goju-ryu. 

Come è possibile vedere dalla prima foto in alto, questo principio è diffuso in molte arti marziali, e quindi non è un'esclusiva del Karate. Solitamente i motivi che spingono ad utilizzare una posizione fluttuante sono sempre gli stessi, a prescindere dall'arte praticata. Di recente un mio allievo ha scritto un articolo inerente le similitudini tra danza tipica okinawense e Karate Shorin-ryu (disponibile qui). In quell'articolo vengono spiegati alcuni dei motivi per i quali si usano le posizioni fluttuanti, in particolare i vari kosa-dachi con un tallone sollevato. Vorrei ora elencare alcuni vantaggi offerti da questa posizione, o meglio, da questo principio. In effetti, nel Karate Tradizionale di Okinawa, ed in particolare nello Shorin-ryu, più che di tecniche e posizioni (addestramento superficiale), si deve parlare di principi applicativi (addestramento reale). 


Nella prima foto Yoshitaka Funakoshi in Kokutsu-dachi (già diverso da quello del padre), nella seconda Katsuya Miyahira in Ukiashi-dachi

Ovviamente, ora esaminerò le ukiashi-dachi dello Shorin-ryu, ma molti dei punti che andrò a descrivere, si possono facilmente ritrovare anche nelle altre posizioni fluttuanti in uso nelle arti marziali. Innanzi tutto è necessaria una descrizione basilare della posizione propriamente detta Ukiashi-dachi (terza foto, immagine centrale):

  • Il peso corporeo è distribuito al 70% sulla gamba arretrata.
  • Le ginocchia sono leggermente piegate in maniera naturale, e non “forzata” come nel Nekoashi-dachi del Goju-ryu.
  • Il piede posteriore è radicato come in Naihanchi-dachi.
  • Il piede anteriore è, in realtà, anch’esso radicato, sebbene in maniera differente.
  • La posizione è più lunga del Nekoashi-dachi del Goju-ryu, ma più corta del Kokutsu-dachi Shotokan (mi riferisco all’odierno Kokutsu-dachi, poiché la posizione che utilizzava G. Funakoshi era molto più corta e simile all’Ukiashi-dachi Shorin-ryu. Vedi foto sotto).
  • Il tallone del piede anteriore è sollevato da terra di 1 o 2 cm, non di più.
  • Le anche sono libere di muoversi, e sono “aperte” con un angolo di 45° circa rispetto all’angolo formato dalla posizione dei piedi (hanmi).
  • I talloni non sono allineati.

A sx Gichin Funakoshi sensei, a dx il mio maestro, Maeshiro Morinobu sensei (Shidokan Shorin-ryu)
 

Questa posizione offre dei vantaggi interessanti per il combattimento reale, vediamone alcuni. In primis, esattamente come nella Muay Thai, la posizione naturale ed arretrata permette di utilizzare al meglio la gamba anteriore. Essa può essere utilizzata infatti per calciare frontalmente senza dover prima variare il baricentro; può essere usata in maniera rapida per difendersi da un attacco al di sotto della cintura, o diretto alle gambe o all’inguine (es. alcune delle molteplici applicazioni di namigaeshi); può esser usata per spazzare o intrappolare le gambe dell’avversario; e può essere usata per catturare il piede avanzato dell’avversario, premendo al contempo un punto di pressione (Chibu nigakiree). Inoltre, riduce sensibilmente gli effetti di eventuali spazzate (ashi-barai) effettuate dall’avversario; rende meno vulnerabili contro chi predilige sfruttare a proprio vantaggio lo slancio dell’avversario, per poterlo atterrare, o per effettuargli una sottomissione; permette di variare la distanza dall’avversario, pur non muovendo i piedi.

In generale, tutte le posizioni fluttuanti in uso nello Shorin-ryu permettono rapidi spostamenti (tai-sabaki), e sono pensate per un combattimento repentino e deciso, non statico. Alcuni kata, come Itosu no Passai, permettono di allenare questi rapidi e potenti spostamenti, facendo sforzare il praticante di trovare il necessario radicamento al terreno, nonché il corretto allineamento articolare/muscolare (struttura), anche in condizioni difficili, come quando si utilizzano le posizioni fluttuanti, le quali, al contempo, permettono velocissime variazioni nella distribuzione del peso corporeo da una gamba all’altra.

Per poter beneficiare di tutti questi vantaggi, è ovviamente necessario conoscere e saper mettere in pratica le basi dello Shorin-ryu di Okinawa, nonché i principi fondamentali comuni alle arti marziali, come la gestione del baricentro ed il radicamento al suolo. Non è difatti possibile comprendere da soli certi principi, imparando da un articolo, un libro o un video. Per imparare lo Shorin-ryu di Okinawa è necessario trovare un maestro competente e corretto, in grado di saper trasmettere la propria esperienza agli allievi. Il nostro Centro si occupa di offrire un addestramento di qualità a tutti i karateka di buona volontà. Noi crediamo che sia più importante avere pochi allievi volenterosi e ben addestrati, piuttosto che molti con un addestramento superficiale. Se la pensi come noi, e vuoi entrare a far parte della nostra famiglia, contattaci: dojokk@yahoo.it

Per maggiori informazioni potete leggere:
"Karate Shorin-ryu: kata" (clicca qui)
 

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)