Meritocrazia e Karate

"La meritocrazia è una forma di governo dove le cariche amministrative, le cariche pubbliche, e qualsiasi ruolo che richieda responsabilità nei confronti degli altri, è affidata secondo criteri di merito, e non di appartenenza lobbistica, familiare (nepotismo e in senso allargato clientelismo) o di casta economica (oligarchia)." fonte Wikipedia.


Spesso capita che nel Karate alcuni praticanti si lamentino della mancanza della meritocrazia. Come dargli torto?!? In effetti, sia in ambito agonistico (karate sport), sia in ambito amministrativo (federazioni, stage) o informativo (libri, riviste, ecc) troviamo sempre i soliti personaggi ed i soliti cognomi. Famiglie, caste, dinastie, clan che muovono i fili e gestiscono il karate in Italia, che si arricchiscono alle spalle altrui. Si potrebbe tranquillamente parlare (e qui so che scandalizzerò molti) di karateka di serie A (figli, allievi, amici, portaborse e galoppini di insegnanti affermati), e karateca di serie B (tutti gli altri). Quante volte chi ha gareggiato, seppur per un breve periodo, si è visto "rubare" palesemente la vittoria? Quante volte chi si è impegnato in ricerche e progetti si è visto ignorare da tutti, vedendo al contempo celebrare persone più conosciute per molto meno? Nel Karate non si può parlare di vero e proprio governo, ma i principi meritocratici non andrebbero ignorati! Non si dovrebbe solo lasciar spazio ai karateka di serie A, bloccando i karateka di serie B con un vero e proprio muro di gomma! Ed invece è proprio così... Ad alcuni viene anche raccontata la favoletta del Kamawan, che con il Karate non c'entra nulla, essendo legata alle arti marziali giapponesi, non okinawensi!

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Da quando ho lasciato lo Shotokan in favore del Karate di Okinawa, ho scoperto che tutto ciò non esiste. Chi ha voglia di seguire semplicemente gli insegnamenti è libero di farlo, chi vuole prodigarsi in favore dello sviluppo del Karate (perché, parliamoci chiaro, nel Karate di Okinawa il giro di denaro è prossimo allo zero!) trova terreno fertile e viene apprezzato, pur non appartenendo a nessuna dinastia! I miei sforzi sono stati apprezzati da maestri più anziani, sia su territorio nazionale, sia internazionale. Le mie ricerche hanno ricevuto i complimenti anche da insegnanti di altre discipline, le mie traduzioni GRATUITE hanno permesso a molti di accedere ad alcune informazioni, e sono anche stato contattato da insegnanti affermati internazionalmente. E come me...molti altri in tutto il mondo ed  in Italia! Samantha May, la quale porta avanti un progetto sull'Uchinaaguchi; Miguel Da Luz, indispensabile per chi vuole recarsi nella magica isola, ecc. Potrei andare avanti all'infinito, perché anche i tanti signor nessuno (come me) hanno lo spazio per esprimersi e, qualora i loro progetti siano validi, venire apprezzati. Dare spazio a tutti, infatti, non significa che ognuno si possa improvvisare insegnante o ricercatore, ma, qualora lo voglia fare, verrà giudicato in base al proprio lavoro, e non al proprio cognome.

Se siete in cerca di meritocrazia, e pensate di poter collaborare allo sviluppo del Karate di Okinawa in Italia, siete i benvenuti! Ma ricordate che qui non troverete ne soldi, ne gloria, solo tanto appagante lavoro da svolgere, e l'apprezzamento dei vostri sforzi da parte dei colleghi più giovani e più anziani. Se invece preferite fare come la maggior parte degli italiani, ovvero lamentarvi e basta, restate dove siete.

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)