Blog

QUINTO VIAGGIO NELLA CULLA DEL KARATE - ASPETTI POSITIVI E SACRIFICI

Articolo a cura del M° Emanuel Giordano

Essendo questo il quinto viaggio, ed avendo già pubblicato i vari resoconti precedenti, sarò sintetico.

Come il viaggio verso oriente di Marco Polo, anche il nostro cammino ha fatto tappa nel Golfo dell’Oman. A differenza del famoso viaggiatore, noi siamo transitati sulla riva occidentale del golfo, a Muscat (Sultanato dell’Oman), dove abbiamo fatto un breve scalo aereo. Il profumo degli incensi era inebriante, perfino all’interno dell’aeroporto, ma non c’è stato tempo d’esplorare questo Paese intrappolato tra deserto e mare.
Da Muscat siamo ripartiti in direzione di Bangkok, capitale del  Regno di Thailandia, città ancora in lutto per la morte dell’amato sovrano. La tappa a Bangkok è durata qualche giorno, giusto il tempo di visitare nuovamente alcuni dei numerosi templi buddisti, e riprendere confidenza con il modo di vivere orientale. Thailandia (letteralmente “Terra degli uomini liberi”) non è nient’altro che il nome imposto all’antico Regno del Siam, nel 1939, dal governo militare ultra nazionalista, per prendere le distanze dalla Cina (Siam è un nome di origine cinese). Il Regno del Siam è noto agli studiosi del Karate e della cultura di Okinawa, inquanto intratteneva importanti scambi commerciali con il Regno delle Ryukyu (nome dell’arcipelago okinawense prima dell’annessione al Giappone). Il Karate di Okinawa è un chanpuru, cioè un misto di diverse arti marziali, provenienti sia dall’estremo oriente che dai Paesi del sud-est del Pacifico, sviluppatosi attorno al XVII secolo (il Ti invece fece comparsa già nel XV secolo). Il contributo dato dal Siam al Karate di Okinawa sta nella parte percussiva, derivante in parte dalle antiche arti marziali  siamesi, tra cui la Muay Boran. La Muay Boran, nel tempo, ha subito un processo simile a quello accaduto al Karate in Giappone. Difatti nell’odierna Muay Thai è stata mantenuta solamente la parte percussiva, eliminando proiezioni, tecniche di sottomissione e controllo dell’avversario (leve, chiavi articolari), a causa di un processo di “sportivizzazione” che sembra aver interessato la maggior parte delle arti marziali mondiali (anche occidentali). Fortunatamente la Muay Boran ed il Karate di Okinawa non sono andati perduti, esattamente come non è andata persa la loro marzialità, sebbene siano praticati da un numero inferiore di artisti marziali, rispetto alle loro controparti moderne e sportive (Muay Thai e Karate giapponese). 

Da Bangkok siamo volati direttamente a Naha (Okinawa), con un volo notturno di 4 ore, durante il quale  è stato impossibile dormire. Arrivati ad Okinawa alle 8 del mattino, in piedi da più di 24 ore, abbiamo posato i bagagli in albergo e siamo subito usciti, coscienti del fatto che mettersi a dormire sarebbe stato deleterio per lo smaltimento del jet lag… La sera stessa abbiamo affrontato il primo allenamento di due ore presso l’honbu dojo della Shidokan Shorin-ryu, con una temperatura di circa 35° ed un tasso d’umidità altissimo (80%-90%)…. Bentornati ad Okinawa! :-)

Durante il nostro soggiorno ad Okinawa ci siamo allenati, come di consueto, sia presso la suddetta sede centrale della scuola, sia presso il dojo del nostro maestro Maeshiro Morinobu sensei, il Musei Juku dojo. Gli allenamenti ad Okinawa sono resi ancora più duri dal clima, ma un anno di duro lavoro in Italia ha dato i suoi frutti, ed il nostro livello è, a detta loro, notevolmente migliorato! Il mio compagno fisso di allenamento (ogni anno vengo messo a lavorare con lui poiché è abbastanza alto e forte), un giapponese trasferitosi da anni ad Okinawa, sembra fatto d’acciaio, nonostante sia molto sciolto a livello muscolare ed articolare. A me piace molto allenarmi con lui, ed a lui piace allenarsi con me, avendo un livello simile possiamo testare reciprocamente i progressi fatti durante l’anno. I doni che ci scambiamo, lividi, tagli e dolori vari, non sarebbero graditi ai più, ma per noi sono molto importanti! È divertente notare come, a volte, gli altri si fermino per osservare l’intensità dei nostri scambi. Inutile sottolineare come, dopo ogni allenamento, il Karate-gi sia talmente pesante ed impregnato di sudore, che sembra appena uscito da una bacinella piena d’acqua. Anche questo è allenamento. Il peso in più del Karate-gi fradicio, il fatto che limiti i movimenti incollandosi al corpo, ecc.
Quest'anno al dojo abbiamo inoltre incontrato nuovamente Mario e Ana Maria, dall'Argentina, ed abbiamo conosciuto Nicolas, dalla Colombia, il quale cura il blog Koryu Okinawa-Te.

In seguito ad uno scambio di e-mail iniziato a gennaio 2017, sono stato invitato ad una riunione con l’ Okinawa Dento Karate-do Shinkokai (leggi l’articolo completo sulla riunione cliccando qui), come rappresentante dell’Okinawa Karate Kenkyukai, il gruppo di studio italiano del Karate di Okinawa. Le riunioni, in verità, sono state due, e si sono tenute presso il nuovissimo Karate-do Kaikan di Tomigusuku city (raggiunto ogni volta in bicicletta partendo da Matsuyama…), ed hanno portato ad importanti accordi tra l’Italia ed Okinawa, in merito al Karate. Consiglio vivamente a chi ancora non l'avesse fatto, di leggere l'articolo dedicato a questo importante sviluppo nelle relazioni tra Okinawa e l'Italia. Mentre ci trovavamo al Karate-do Kaikan abbiamo visitato il bellissimo museo del Karate gestito dalla Prefettura. Gli amanti della storia dovrebbero far visita sia a questo museo, sia a quello gestito dal maestro Hokama! Sono entrambi molto interessanti, e ricchi di dati storici. 

Una breve gita nella bellissima isola di Tokashiki ci ha permesso di fare snorkeling in quel mare che ha dato il nome ad un colore, il blu Kerama! Certo, poche ore a Tokashiki non sono paragonabili ai fine settimana passati a Zamami nei viaggi precedenti, ma quest’anno non si è potuto fare diversamente. In compenso abbiamo fatto delle interessantissime gite fuori Naha in compagnia di Pietro (blog “Un italiano ad Okinawa”) e Gino, con i quali abbiamo anche ripulito un paio di spiagge ricoperte di plastica. Abbiamo inoltre festeggiato la festività di Tanabata presso l’Old Poppy, ospiti del nostro amico, nonché compagno di allenamento, Takara.

Il viaggio / tagliando annuale, come sempre, è stato molto utile per approfondire la conoscenza del Karate Shorin-ryu e della cultura okinawense, ma anche per gettare le basi di un rapporto sempre più stretto tra le due più importanti organizzazioni dei rispettivi Paesi, relative al Karate di Okinawa! Poco prima di tornare a casa, abbiamo fatto un pranzo in un albergo bellissimo con vista mare, ospiti di Maeshiro sensei e sua moglie, i quali, come sempre, ci hanno fato dei bellissimi doni. Ma anche i membri del Musei Juku dojo ci hanno fatto dei regali, e ci hanno invitato ad una festa la sera stessa, presso un locale dove birra e awamori scorrono a fiumi. A farci compagnia anche Makishi sensei dell’honbu dojo il quale, dopo un paio di birre, ci ha confidato che i nostri kata sono molto buoni (al dojo ci cura ogni dettaglio)…. Come si suol dire, in vino veritas! :-)

Veniamo ora ai sacrifici....

Cosa vuol dire andare ad Okinawa ogni anno? Cosa vuol dire portare avanti certe battaglie culturali?
Significa innanzi tutto fare molti sacrifici economici durante l’anno (non sono uno di quei maestri che ha il dojo pieno di allievi, o che “munge” vari gruppi facendo seminari in giro per l’Italia, magari vendendo fumo…), a meno che non si sia più che benestanti. Significa rinunciare a fare delle vere vacanze estive, poiché ci si allena tutti i giorni, con condizioni climatiche proibitive, e si torna a casa più stanchi di prima. Significa affrontare dei viaggi lunghi per risparmiare sui voli (il viaggio di ritorno è durato 36 ore filate, a causa di un lungo scalo in aeroporto). Significa farsi da mangiare da soli per poter risparmiare sull’albergo. Significa rapportarsi con persone che hanno una cultura differente, e per questo motivo bisogna sempre essere cauti nel “muoversi”. Significa sudore, dolore e stanchezza, e non pezzi di carta con qualifiche e dan presi dopo un fine settimana, o dopo aver sborsato centinaia di euro presso una federazione sportiva. Significa essere apprezzati dai propri maestri e, magari, dalle massime istituzioni okinawensi, per poi tornare ad essere ignorati in Italia (nessuno è profeta in patria…). Significa essere insultati (in Italia) ed attaccati da pseudo rivali, o da venditori di fumo che si sentono mancare la terra sotto i piedi, e che vanno in giro ad infangare il tuo nome (l’animale che mostra i denti è quello che ha paura e ringhia per impressionare l’avversario!), nonostante si riempiono la bocca di filosofia spicciola. Significa ottenere grandi risultati per tutti, e non ottenere in cambio nulla. Significa mettersi in gioco ed in discussione continuamente. Significa porsi domande e ricercare le risposte. Significa questo e tanto altro. Non è una gita al mare, come viene dipinta da alcuni, ma una lunga strada in salita, con pochi compagni sui quali poter contare. Questo è. Ma è fonte di grandi soddisfazioni e vera crescita marziale, spirituale e personale!

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Intervista a Maeshiro Morinobu sensei

Poche settimane prima del seminario "Lo Shuri-te", organizzato da me e dagli altri membri dell'Okinawa Karate Kenkyukai, ho avuto il piacere d'intervistare il mio maestro, Maeshiro Morinobu sensei.

Attualmente Maeshiro Morinobu sensei è il vicepresidente della Okinawa Shorin-ryu Karatedo Kyokai, l'organizzazione fondata da Choshin Chibana sensei (il principale erede di Anko Itosu sensei); ed è l'attuale "caposcuola" della Shidokan Shorin-ryu di Okinawa, fondata dall'erede ufficiale di Choshin Chibana sensei, Katsuya Miyahira sensei.

Quella che segue non è solo la sua prima intervista italiana, ma è anche una delle pochissime interviste che gli siano mai state fatte da un occidentale. 

A causa di alcune differenze culturali, alcune risposte potrebbero essere male interpretate, ecco perchè al fondo inserirò alcune note, onde evitare inutili incomprensioni.

INTERVISTA:

-Dove e quando sei nato?
沖縄県那覇市銘刈で1945年2月8日生まれる。
Sono nato a Okinawa,  nella città di Naha, l'8 febbraio 1945

-Cosa ricordi della situazione okinawense durante la tua infanzia?
第二次世界大戦終了直後で戦車車輌などの残骸で遊んでいた。
Ricordo che giocavo con i resti dei carri armati dopo la fine della II Guerra Mondiale

-Quando e perché iniziasti la pratica del Karate?
宮平勝哉先生の道場見学に行きそのまま入門する。
Mi recai al dojo di Miyahira Katsuya sensei e mi iscrissi direttamente

-Come descriveresti Katsuya Miyahira sensei?
宮平勝哉先生は知花先生の若い時からの弟子で糸洲安恒先生から知花先生へと継がれた首里手の数少ない継承者で指導理念を「合理合法・共存共栄」と決め、空手の道を追求された先生だった。
Miyahira Katsuya sensei fu allievo di Chibana sensei fin da piccolo, e fu uno dei pochissimi a ricevere l'insegnamento dello Shuri-te che si era tramandato da Itosu Anko sensei a Chibana sensei; stabilì come suo principio di insegnamento il motto "giusto metodo e correttezza - mutua coesistenza e crescita", dedicando la vita a percorrere la via del karate.

-Quando iniziasti ad insegnare? Quale ruolo ricopri adesso?
1964年に道場を作り火・木・土は弟子を指導し月・金は宮平先生の志道館本部で稽古した。現在の立場は沖縄県小林流空手道協会副会長。
Aprii un dojo nel 1964, insegnando agli allievi martedì, giovedì e sabato, mentre il venerdì mi allenavo con Miyahira sensei nello honbu dojo della Shidokan. Attualmente occupo la posizione di vice presidente dell' Associazione del Karatedo Shorin di Okinawa (Okinawa Shorin-ryu Karatedo Kyokai).

-Cosa pensi riguardo all’attuale situazione del Karate (incluso il Karate olimpico)?
空手は武道が原形ですので沖縄空手をそのまま継承して行くべきである。 空手は多様性(踊り・スポーツ競技・健康体操)がある所がすばらしい。 そのスポーツ競技面が発展しオリンピックと言う事で良い事ですが競技は審判を意識しての技ですので競技の選手は選手終了後は武道空手を研究してもらいたい。
Originariamente il Karate era budo, e quindi penso che dobbiamo tramandare il Karate di Okinawa così come è. Il Karate può assumere diverse forme (danza, sport, ginnastica salutare), ed è proprio questo a renderlo speciale. L'aspetto sportivo si è sviluppato molto, e la faccenda delle Olimpiadi è una buona cosa, ma poiché le tecniche di gara si basano su giudizi arbitrali, gli atleti, una volta terminata la loro carriera sportiva, dovrebbero studiare il Karate budo.

-Cosa rappresenta il Karate per te? E per Okinawa?
私にとって空手は空気、水と同じで常々意識しておりません。 沖縄とは難しい質問ですが東支那海と太平洋の間にある小さな島ですが海を通して世界と通じている非常に大きな心の島人がすんでいて昔から「他人とあえば兄弟」と思いなさいと沖縄島人は遺伝子の中に組み込まれています。まさに空手本来の考え方ですので私も遺伝子のまま接する人と空手を研究したい。
Per me il Karate è come l'aria o l'acqua: non ci faccio nemmeno caso. Quanto a Okinawa, la domanda è una di quelle difficili: essendo una piccola isola posta tra il Mar della Cina orientale e l'Oceano Pacifico, è collegata al resto del mondo dal mare, e ci vivono isolani dal cuore grande. Fin dall'antichità essi sono stati condizionati a considerare come fratelli gli estranei, e questo lo hanno nel DNA. Tale è anche il pensiero del Karate fin dalle origini, e per questo anche io vorrei poter studiare il karate insieme agli altri, secondo questo DNA.

-Chibana sensei dava molta importanza al Butoku (insieme dei valori marziali), cosa pensi al riguardo?
武徳は松村先生の遺稿の中にでてきますが己を見つめて鍛錬しかつ工夫して人格を作ればおのずと備わってくると思います。
Il Butoku appare nelle concezioni di Matsumura sensei, e penso che indichi l'osservare se stessi e rafforzarsi, ma anche costruire una adeguata personalità.

-Cosa possiamo fare noi per preservare il più possibile in Karate?
空手家が武道とは何かを求めて行けば良いと思う。
Credo che i karateka dovrebbero cercare di comprendere cosa sia il budo.

-Cosa pensi degli stranieri che vengono ad Okinawa per apprendere direttamente dalla fonte (del Karate)?
 空手の源流が沖縄に有りますのでそこで精神を学びかつ武道の精神を追求してもらいたい。
Visto che le radici del Karate risiedono a Okinawa, sono contento che vengano qui per apprenderne lo spirito e per ricercare lo spirito del budo.

-In tutti questi anni di pratica, tolta la difesa personale, che cosa hai imparato dal Karate? 
 現在も修業中ですのでわかりませんが1つは敵を作らない事を学びました。
Sono ancora nel bel mezzo del mio apprendistato, e quindi non saprei; una cosa che ho appreso è di non farmi nemici.

Nota dell'autore:

Nella domanda relativa alla situazione attuale del Karate, Maeshiro sensei dice “danza, sport, ginnastica salutare” riferendosi a pratiche NON ALTERNATIVE A QUELLA DEL KARATE BUDO, ma aggiuntive. Non specifica questo, poiché ad Okinawa si da per scontato. I pochi che praticano Karate sport, ad esempio, lo praticano in aggiunta (e non in sostituzione, come qui da noi) del Karate budo (arte marziale); questi karateka conoscono anche l’aspetto marziale e, una volta finita la pratica sportiva, si dedicano al 100% al Karate budo. E invece usanza del Karate sportivo occidentale non studiare mai l’arte marziale ma, finita la carriera agonistica, diventare preparatori, tecnici, ecc. Tutto questo è estraneo al Karate di Okinawa! Non a caso Maeshiro sensei sottolinea come sia importante apprendere il Karate budo anche per chi si è dedicato all’aspetto sportivo.

Intervista a cura di Emanuel Giordano
Traduzione di Maurizio Di Stefano
Foto di Alberto Doni

Tutti i diritti riservati

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

 

 

 

 

 

Continua...

Seminario con Maeshiro Morinobu sensei

Sabato 12 e domenica 13, presso la nostra sede operativa di via Vivaldi 1 a Settimo Torinese, si è tenuto il seminario "Lo Shuri-te" con Maeshiro Morinobu sensei (video qui). Il seminario, organizzato dall'Okinawa Karate Kenkyukai, è stato un successo! Il nostro caposcuola ha visitato la città di Torino in compagnia dei membri della nostra associazione, i quali hanno anche approfittato dell'occasione per allenarsi privatamente con il Maestro. Grande entusiasmo da parte di tutti, a prescindere dalla scuola, associazione o federazione di provenienza! Un ringraziamento speciale va a Maeshiro Morinobu sensei, nonché al nostro Direttore Tecnico Emanuel Giordano.

Di seguito l'articolo scritto dall'Okinawa Karate Kenkyukai:

"NIFEDEEBIRU! GRAZIE!

Sabato 12 e domenica 13 si è svolto il seminario "Lo Shuri-te" con Maeshiro Morinobu sensei. 33 partecipanti provenienti da 7 regioni italiane hanno potuto allenarsi nello Shorin-ryu 小林流 con uno dei massimi esponenti mondiali di questa scuola. La maggior parte di essi ha avuto la fortuna di potersi allenare entrambi i giorni, apprendendo il più possibile. Sono stati due giorni intensi, con un totale di 13-14 ore di allenamento di puro Shorin-ryu.

Come sempre, Maeshiro sensei non si è risparmiato, passando a controllare tutte le coppie di Karateka che si stavano allenando, dando consigli, delucidazioni e correzioni. Il tutto con la gentilezza e l'umiltà che lo contraddistinguono.

Dopo lo Jubi Undo si passava subito agli esercizi a coppie per l'uso marziale del corpo, tra cui varie tipologie di Kakie, dopodiché kata ed i relativi bunkai. Non sono mancati il Tuidi, gli atterramenti in stile Tegumi, e l'uso dei piccoli Tai Sabaki tipici dello Shorin-ryu.

Durante la giornata di sabato, Maeshiro sensei ha analizzato i tre Naihanchi, mentre la domenica si è lavorato nuovamente su Naihanchi Shodan, e poi sui cinque Pinan. Entrambi i giorni, tra un kata e l'altro, si è dato spazio alle domande dei partecipanti, perché il Karate non è solo FARE, ma anche PARLARE, DOMANDARE e SPIEGARE.

Tutti i partecipanti, giovani o maturi, sono rimasti entusiasti del seminario, a prescindere dal fatto che fossero praticanti/maestri Shotokan, Shito-ryu o Shorin-ryu. Nonostante i lividi e la stanchezza, l'entusiasmo ha avuto la meglio!

La missione dell'Okinawa Karate Kenkyukai non poteva iniziare in maniera migliore!

Purtroppo sia Santiago Sacaba sensei, che Eduardo De Angelis sensei, membri dell'Okinawa Karate Kenkyukai, erano assenti a causa di impegni inderogabili all'estero (I membri OKK non sono solo attivi in Italia, ma curano anche i rapporti con Okinawa e con altri gruppi nel mondo).

Grazie a tutti i partecipanti!
Grazie a chi ci ha sostenuto!
Grazie a tutti i membri dell'Okinawa Karate Kenkyukai!
Grazie alla Dojo Kamikazekan a.s.d. per l'utilizzo dei locali!
Grazie al Dojo Fiorilli Torino per la numerosa partecipazione!
Grazie ad Emanuel Giordano per l'organizzazione ed il "patrocinio"!
Ed un ENORME GRAZIE a Maeshiro Morinobu sensei!

Vi aspettiamo tutti al prossimo evento: Seminario nazionale del Karate tradizionale di Okinawa (gennaio 2017)"

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Quarto viaggio ad Okinawa - resoconto non troppo serio di un Karateka viaggiatore

Cercherò di riassumere questo quarto viaggio ad Okinawa, nonostante sia molto difficile trasmettere sensazioni ed esperienze tramite poche righe. Intanto inizio col dire che si è trattato del quarto viaggio nel giro di quattro anni, poiché per far bene le cose, è giusto attingere frequentemente alla fonte. Fare un tagliando regolarmente è la miglior cosa per non iniziare ad allontanarsi, seppur lentamente, dalla giusta strada. Secondo molti, Maeshiro sensei è colui che riproduce più fedelmente i kata appresi da Miyahira sensei; secondo lui, ciò è dovuto al fatto che, nonostante avesse anch’egli aperto il proprio dojo come gli altri, fu uno dei pochi che continuò ad allenarsi regolarmente con Miyahira sensei, per non “perdere lentamente la giusta strada”.


Ma veniamo al viaggio. Intanto inizierei col dire che è iniziato con un colpo di fortuna! Infatti, nonostante avessimo fatto scalo ad Istanbul, siamo ripartiti in direzione di Osaka qualche ora prima del tentato golpe da parte dell’esercito! Perciò, non siamo stati costretti per ore in aeroporto, aspettando lo sviluppo degli eventi.
Arrivati in Giappone abbiamo soggiornato qualche giorno ad Osaka. Osaka è una città molto commerciale, ma la cosa che ci ha maggiormente colpito è stata la differenza tra i suoi abitanti e quelli di Tokyo o Kyoto. Difatti, gli abitanti di Osaka sono più nervosi (ma ugualmente cortesi, anche con i turisti)! E’ raro sentir suonare il clacson in Giappone, o veder i pedoni od i ciclisti passare col rosso, ma ad Osaka è normale! Inoltre va detto che i prezzi relativi ad alberghi, ristoranti e locali, sono più alti della media. Tra le cose da vedere, oltre alle attrazioni principali, consiglio il tempio buddista Hozen-ji (ingresso gratuito), situato vicino a Dotonbori. All’esterno del tempio vi è la statua di Fudo Muyō, completamente ricoperta di muschio. E’ usanza raccogliere l’acqua dalla fontana antistante, e gettarla sulla statua.


Parlando di Okinawa, inizierei col dire che questa è stata la nostra prima visita estiva senza tifoni (secondo colpo di fortuna)! Tra le varie novità in cui ci siamo imbattuti, è sicuramente degna di nota la sovrabbondanza di turisti cinesi. Sebbene li si incontri in massai su Kokusaidori ed Heiwadori (centri dello shopping. Vanno matti per il ciarpame…), è ormai possibile incontrarli in tutta Okinawa e dintorni, perfino a Zamami. Qual è il problema con i cinesi? Sono maleducati, arroganti, sporcano le spiagge ed il mare con bottiglie di plastica ed immondizia varia, bloccano strade e marciapiedi incuranti del fatto che la gente debba passare, alcuni rubano nei negozi (stando ad alcuni negozianti), ecc. La maggior parte di essi arriva con le navi da crociera. Sbarcano, saccheggiano i negozi di ciarpame e paccottiglia (ed infatti abbondano sempre più i negozi del genere su Kokusaidori), poi risalgono sulle navi e ripartono. Praticamente sono locuste! Quelli che arrivano in aereo, e si fermano qualche giorno ad Okinawa, sono un po’ più tranquilli, ma non si differenziano più di tanto dai suddetti connazionali.


Tra le altre novità, abbiamo finalmente incontrato Pietro, il cui blog “Un italiano ad Okinawa” ci è stato di grande aiuto sin dal nostro primo viaggio! Assieme a lui, l’immancabile compagno di merende, Gino! Piacevolissime le chiacchierate ed i pranzi fatti assieme. Oltre ad alcune dritte e consigli, Pietro ci ha anche procurato due comode (seppur vissute) mountain-bike, grazie alle quali gli spostamenti si sono notevolmente velocizzati. Con esse abbiamo anche fatto una breve gita a Senega-jima. Per chi dovesse visitare Okinawa per la prima volta, o volesse vedere cose nuove, vi raccomando di contattare Pietro!


Prima di recarci a Zamami, abbiamo visitato anche le spiagge di Okinawa. Per la prima volta siamo andati alla spiaggia della suddetta Senega-jima, ed a Chura-sun beach. La prima non è attrezzata, ne è adatta a farsi il bagno quando c’è la bassa marea, a causa dei numerosi scogli. La seconda è invece super attrezzata. Ombrelloni, lettini, servizi igienici, docce, ma anche gazebo gratuiti con panche e tavoli dove poter mangiare (o ripararsi in caso di acquazzone improvviso). A Zamami, invece, si può scegliere tra la più frequentata Furuzamami, dove è possibile fare un ottimo snorkeling (acqua profonda 6 m), o la più tranquilla Ama beach, dove è possibile incontrare le tartarughe marine (acqua profonda 2 m). Ed è proprio a Furuzamami che i turisti giapponesi non si comportano da giapponesi. Infatti, nonostante siano ligi al rispetto delle regole per tutto l’anno, quando arrivano a Furuzamami per far snorkeling, puntualmente violano una regola fondamentale di questa riserva naturale…. Non dar da mangiare ai pesci! Fare snorkeling a Furuzamami è come farlo dentro ad un enorme acquario pieno di pesci. Non hai bisogno di “pasturare” per attirarli vicino a te per fotografarli! Eppure, nonostante l’occhio vigile dei bagnini/guardiani, puntualmente c’è chi tira fuori mangime dalle tasche. Forse questa è l’ennesima prova di come i giapponesi si sentano padroni delle Ryukyu, arrivando perfino a violarne le regole… A parte queste spiacevolezze, Zamami assomiglia molto a come doveva esser Okinawa prima della guerra. Case basse, vicoli stretti e bui di notte, tranquillità assoluta ed armonia con la natura. La notte poi, se non c’è la luna, si può andare nei luoghi più bui come il porto, o le spiagge, ed ammirare il firmamento e le stelle cadenti! Consiglio anche una salita al “monte” (una collinetta in realtà) Takatsuki, dal quale si gode di una splendida vista, tanto che in passato venivano avvistate le navi dei delegati cinesi, e segnalate ad Okinawa tramite un sistema di fuochi d’avvistamento.


Venendo al Karate, abbiamo ricevuto vari complimenti sul nostro livello e sui nostri miglioramenti fatti durante l’anno. A farceli, oltre ai membri del Musei-jiyuku dojo (il dojo di Maeshiro sensei), anche i maestri dello Shidokan Honbu-dojo, ed i visitatori in cui ci siamo imbattuti quest’anno (due statunitensi incontrati i primi giorni, un argentino per tre giorni la settimana successiva, ed un giapponese di Tokyo per due giorni l’ultima settimana). Maeshiro sensei era visibilmente soddisfatto dei nostri progressi, e ci ha insegnato nuovi esercizi per l’uso del corpo e nuovi bunkai (in tutte le salse, inclusi Tuite e Tegumi ovviamente). Ogni anno pretende sempre qualcosa di più (nonostante nel dojo la temperatura fosse superiore ai 35° e l’umidità superiore all’80%. A Okinawa non si fanno sconti!), arrivando a curare dettagli millimetrici, sia nei kata che nei bunkai, portandoci ogni volta ad un livello più alto. Talvolta con i membri del dojo lascia correre errori grossolani, ma con noi, forse a causa del poco tempo che abbiamo da trascorrere assieme, cura anche i minimi dettagli. Dai nuovi insegnamenti ho anche avuto conferma delle intuizioni che avevo avuto per mio conto durante l’anno, segno che stiamo procedendo nella direzione giusta. Non importa quanto abile tu sia, ad Okinawa hai sempre da imparare! Parlando è risultato che sono rimasti molto impressionati dalle nostre conoscenze sulla loro cultura, e sulla storia del karate. In particolare sono rimasti impressionati dopo aver letto una copia inglese del mio libro che avevo inviato mesi fa (in realtà l’ha letta solo Isao che parla un ottimo inglese, e che poi ha riferito agli altri). Tant’è che Isao ci ha poi accompagnati al museo del Karate di Hokama sensei, con il quale abbiamo avuto un piacevole incontro! Come sempre, dopo gli allenamenti nel dojo di Maeshiro sensei (con i Karategi zuppi di sudore riposti nello zaino), passando in bicicletta accanto al parco di Yogi, era possibile assistere all’allenamento di alcuni dei danzatori/suonatori che il 7 agosto hanno poi partecipato all’Eisa festival (10.000 danzatori con i loro tamburi su Kokusaidori). Immancabili inoltre le serate post allenamento all’Old Poppy in compagnia di Takara, dove l’awamori scorre a fiumi e dove ci è stato preparato un vassoio di Goya chanpuru, ma in chiave vegana (per noi) e con gli ingredienti formanti la bandiera italiana. L’ultima sera ci siamo scambiati i doni durante una piccola festa nel dojo di Maeshiro sensei, dopo un duro allenamento ovviamente. I regali che ci fanno sono ogni anno più pregiati, quasi non ci dessero abbastanza con l’addestramento!!! Piccola sorpresa per voi…. Maeshiro sensei verrà in Italia a breve! (per info clicca qui)


Per concludere, invito chiunque tra voi abbia sane intenzioni, a visitare Okinawa prima che i cambiamenti in corso la rovinino ulteriormente. Ad oggi ci sono molti più turisti occidentali (italiani inclusi) e cinesi che nel 2013, quando facemmo il primo viaggio; le strutture vengono ampliate, talvolta a discapito della tradizione (nuovo mercato); luoghi prima visitabili gratis stanno diventando a pagamento (es. Fukushuen); il negozio della Shureido, prima fornitissimo, ormai ha poca merce e sembra voler solo più vendere karategi ed obi; 
si sta costruendo il nuovo enorme Budokan dalle parti di Itoman, che sarà pronto per il prossimo marzo; si sta costruendo un nuovo aeroporto che sarà grande come quello di Osaka! Inoltre, Okinawa è l’ultimo posto in Giappone dove è ancora possibile comprare il tofu (uno dei più buoni) appena fatto, e mangiarlo ancora caldo. Qualora decideste di recarvi alla fonte del Karate, non aspettate troppo tempo, e siate rispettosi!

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Ignoranza = Schiavitù

E’ una splendida giornata, il sole.... No, è inutile fare una premessa semi poetica per incantarvi, tanto quello che debbo dirvi è nudo e crudo! Esattamente come nella vita di tutti, anche nella vita dei praticanti di Karate vale una regola sacrosanta, studiare per non farsi fregare. Tutti quanti sappiamo quanto sia importante studiare, viaggiare, collezionare esperienze di vita, in maniera tale da evitare abilmente alcune insidie della vita, evitare alcuni venditori di fumo (e non di quello buono XD ), ed imparare a cavarsela in situazioni difficili. Purtroppo, la maggior parte dei praticanti di Karate, esclude l’area del cervello relativa alla suddetta funzione, nel momento che indossa il Karategi. Ecco che allora seguono fedelmente il maestro, accettando tutto ciò che egli gli dice e gli propina, smettendo al contempo di studiare, leggere, informarsi, ecc. Se il maestro è ben informato ed è in buona fede, i suddetti verranno portati in braccio lungo la via del Karate, senza però mai formarsi completamente; se il maestro è male informato, o in malafede, o cieco, verranno portati come pecore al macello!  E questa dilagante ignoranza a chi fa bene? Ma ovviamente al portafoglio delle federazioni e dei maestroni illuminati direttamente dalla stella Sirio! Ecco che quindi costoro, spulciando qua e la libri, video, ecc, propinano tecniche “rubate” ad altre scuole e goffamente riadattate; paroloni in giapponese, letti chissà dove, e compresi solo a metà, i quali li fanno apparire dotti agli occhi degli adepti (anche se spesso si scopre, studiando, che quelle parole vogliono dire tutt’altro); aneddoti inventati di sana pianta, o comunque sbagliati, che poco c’entrano con il Karate; spiegazioni errate della storia del Karate, o della funzione delle tecniche (mi vien sempre in mente la spiegazione data da un noto maestro FIKTA sul nukite. Secondo lui, serviva a colpire tra le giunture delle placche dell’armatura dei samurai, che come ben sappiamo, col Karate non c’entrano nulla); negazione dell’esistenza della storia del Karate, favorendo il proliferare di informazioni fuorvianti (vedi nukite sopra); modificazione della storia di una determinata scuola, o di un determinato maestro, per esaltarne la purezza, ecc ecc.... Ovviamente, agli occhi del Karateka che ha letto, studiato, fatto ricerche, ecc tali elementi vengono immediatamente riconosciuti come ciarlatani, e quindi evitati, ma agli occhi delle masse, risultano i portatori dell’unica verità assoluta (sia che faccian Karate giapponese, che quello di Okinawa). Come combattere tutto ciò? Semplice! Leggendo, studiando, e facendo ricerche. Diffondendo quindi la conoscenza, e risvegliando la coscienza di coloro che sono ancora ridotti in uno stato di sonnolenza cerebrale, i quali, a loro volta, faranno la stessa cosa, innescando un effetto domino, il quale aiuterà a contrastare i suddetti venditori di fumo, in favore di un Karate più sano.

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Nuovo libro!!!

Ecco una buona lettura! Un libro frutto di tre viaggi ad Okinawa, dello studio dei maggiori testi in italiano ed in inglese, della lettura degli articoli dei ricercatori più attendibili e di una scrupolosa ricerca.

Le entusiasmanti vite dei grandi maestri di Karate come non le avete mai lette. I loro segreti, i loro allenamenti e le loro storie. Uomini che plasmarono il Karate, che si scontrarono nei vicoli bui dei quartieri a luci rosse, che sconfissero combattenti più giovani, che intimidirono tori, che protessero villaggi, che viaggiarono per mare combattendo i pirati, ecc. In questo libro troverete tutto ciò, ma anche molte informazioni disponibili per la prima volta in italiano, tra cui la traduzione in italiano del Karatedo Sanka, l’inno del Karate-do. Il tutto è accompagnato da più di 50 foto e illustrazioni, così da permettere una migliore comprensione. Questo libro, il cui obiettivo è diffondere le esatte biografie dei grandi maestri, riporta solo informazioni supportate da fonti attendibili, sia okinawensi che estere. All’interno troverete anche vari approfondimenti, tra cui le illustrazioni e descrizioni degli attrezzi necessari per praticare l’Hojo undo. La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri è un libro indispensabile per gli studiosi ed i praticanti di Karate.

 

 

Continua...

Cinture...

Mi è capitato sentire più e più volte discorsi contrari all'uso delle cinture rosse (9° e 10° dan) e bianche e rosse (7° e 8° dan). Queste critiche arrivavano, perlopiù, da praticanti di Karate Shotokan, i quali vedevano la cosa come un allontanamento dalla "tradizione". Un giorno, mentre ero al Budokan di Okinawa, chiesi al mio amico Isao Tokumon perché alcune scuole avessero aderito a questa pratica. Mi rispose semplicemente che, esattamente come erano stati adottati la divisa giapponese ed il sistema di gradi giapponese, alcune scuole avevano adottato anche questa tradizione. Bisogna ricordare, infatti, che prima degli anni '30 il Karate si praticava con la sola biancheria intima addosso, o con del vestiario comune. Va anche detto che, solitamente, il 9° dan si raggiunge solo dopo i sessant'anni, e che in giappone il colore rosso è di buon auspicio. 

Perciò, prima di criticare una pratica che ha delle radici culturali, e che non è altro che una "modifica" superficiale, bisognerebbe guardare "nel proprio giardino", dove ci sono persone con cinture nere pluridecorate (nomi, gradi, stelle, segni zodiacali, ecc), e dove ci sono "modifiche" ben più profonde e pericolose, che minacciano seriamente il Karate... Ma come sempre, è più facile criticare quello che vediamo in superfice, piuttosto che quello che si nasconde a fondo. La comicità sta nel fatto che chi critica, è stato spesso vittima di queste "modifiche" reali, le quali gli hanno procurato danni irreparabili alle ginocchia, alle spalle, ai femori o alla schiena. Ma,  esattamente come un fumatore incallito, che sa a che danni sta andando incontro, difende apertamente il tabacco, certi karateka sarebbero disposti a far seppuku pur di difendere la scuola che ha danneggiato perennemente i loro corpi (e che ha iniziato ad intaccare quelli dei loro allievi). Le "cinture rosse" che conosco, non hanno di questi problemi, ne problemi alle articolazioni delle dita, pur colpendo da anni il makiwara! Un esempio? Shiroma Sensei, dell'hombu dojo Shidokan, ha 85 anni e pratica ancora senza troppi problemi (se escludiamo la sordità parziale dovuta ad una caduta da un albero).

Perciò, visto che vi riempite la bocca di filosofia orientale, mettetela in pratica; non fermatevi alla superfice, ma esplorate le profondità!

A sinistra Shiroma Seichi, a destra Muramatsu Masataka. Foto di Miguel Da Luz.
 

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Cosa abbiamo fatto per il Karate di Okinawa?

L'associazione sportiva dilettantistica Dojo Kamikazekan esiste da pochi mesi, eppure ha già dato il suo contributo allo sviluppo del Karate di Okinawa in Italia. Che cosa abbiamo fatto? (il seguente elenco non ha lo scopo di farsi vanto, bensì di dimostrare in maniera trasparente che le NOSTRE non sono solo parole)

  1. Abbiamo aperto un corso di Karate Shorin-ryu presso il comune di Settimo Torinese. 
  2. Abbiamo stretto amicizia, o collaborato, con altre associazioni aventi come obiettivo lo sviluppo del Karate di Okinawa in Italia (Kyudokan Torino, Shinjinbukan Italia, Seitokan Italia, M.a.m.u., ecc).
  3. Abbiamo portato lo Shorin-ryu davanti a migliaia di persone presso il Festival dell'Oriente di Torino.
  4. Abbiamo inviatato al suddetto festival la Kyudokan Torino e la Shinjinbukan Italia, dimostrando di poter collaborare anche senza federazioni.
  5. Al suddetto festival abbiamo collaborato anche con il Maestro Shotokan Gianni Scano, dimostrando apertura nei confronti del Karate giapponese.
  6. Al suddetto festival abbiamo partecipato ad un'esibizione congiunta di Karate Shorin-ryu, Wing Chun e Kalaripayattu, per mostrare le similitudini tra arti marziali.
  7. Abbiamo lanciato il progetto "Wikipedia" (prima fonte d'informazioni su internet), per riscrivere correttamente le pagine riguardanti il Karate di Okinawa, e per riempire le lacune presenti sull'argomento.
  8. Curiamo il gruppo aperto di Facebook "L'uomo di Okinawa", dove si possono trovare informazioni e traduzioni degli articoli pubblicati in inglese su altre pagine.
  9. Abbiamo tradotto (e diffuso gratuitamente) dall'inglese il manuale dei termini in Uchinaaguchi, riguardanti Karate e Kobudo, scritto da Samantha May. Rendendo di fatto disponibili per la prima volta in italiano queste informazioni.
  10. Abbiamo tradotto in italiano gli appunti e consigli di viaggio di Miguel Da Luz, e li abbiamo inviati all'Okkb, rendendoli disponibili per i futuri visitatori italiani ad Okinawa.
  11. Abbiamo tentato di pubblicare un nuovo testo sul Karate di Okinawa, ricco di informazioni inedite. Per ora siamo stati boicottati dai soliti gelosoni, ma tenteremo altre vie.

Questo è ciò che abbiamo fatto fino ad oggi. Come è stato possibile? Buona volontà, olio di gomito, spirito di sacrificio e non perdendo tempo dietro alle federazioni ed ai loro giochetti. Ci auguriamo di poter far di più in futuro, sperando che altri si uniscano al nostro cammino.

Nifedeebiru!

Emanuel Giordano
Direttore tecnico

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

Festival dell'Oriente di Torino 2015

In questa prima edizione del Festival dell'Oriente di Torino, abbiamo presentato a migliaia di persone il Karate Shorin-ryu (anche se solo in minima parte). Ciò che però abbiamo fatto di davvero speciale, è stato lanciare tantissimi messaggi di apertura ed amicizia. 

Purtroppo, a causa di qualche autoproclamatosi rappresentante italiano del Karate di Okinawa, si è andata creando un'avversione nei nostri confronti. Ecco, volevo solo dire che il Karate di Okinawa italiano non ha rappresentanti, e che su di noi non dovrebbero ricadere le colpe altrui. Detto questo, ciò che noi abbiamo fatto, è stato solo portare lo spirito di pace ed amicizia di Okinawa sul palco, perché non si può praticare veramente Karate senza conoscere questo spirito. 

Grazie a questo nostro modo di pensare, abbiamo collaborato tranquillamente con maestri e praticanti di Karate Shotokan, Karate Shorin-ryu Kyudokan, Karate Shorin-ryu Shinjinbukan, Wing Chun Kung Fu e Kalaripayattu. Si spera di arrivare più forti e numerosi all'edizione del prossimo anno, possibilmente aumentando le collaborazioni con praticanti di altre arti marziali.

Continua...

Karate di Okinawa a Varese

Ieri sera, seppur per poche ore, sono quasi tornato ad Okinawa. In provincia di Varese, presso il dojo dell'amico e collega Emanuele Mazzetti, si sentiva il vento soffiare con molta energia, quasi volesse vagamente ricordarmi il tifone che colpì Okinawa durante la mia ultima visita. Di Okinawa è stato anche il Karate che abbiamo praticato poi all'interno del dojo, con Santiago Sacaba Sensei. Come tutti i maestri di Karate di Okinawa che ho avuto la fortuna di incontrare, anch'egli è un uomo molto semplice ed umile, nonostante l'enorme esperienza maturata! Grazie a lui, ho potuto approfondire ulteriormente il mio percorso nello Shidokan Shorin-ryu, ricevendo correzioni e suggerimenti. Un po' la fortuna, un po' il caso hanno fatto si che questo incontro avvenisse, ma l'amicizia e la volontà d'imparare faranno in modo che non rimanga un episodio isolato. Alla prossima! Nifedebiru!
p.s.: foto di Susy Menendez 

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

Continua...

"Ichariba choodee"

"Quando ci incontriamo siamo fratelli"
Proverbio okinawense