IL PROGETTO NAUFRAGATO DEI KATA UNIFICATI

Articolo a cura di Manuel Vignola

Il progetto di unificare le linee del Karate parte da lontano, dal 1936, e a tutt’oggi, pur con l’ingresso nelle Olimpiadi del Karate giapponese, quel progetto non è stato ancora portato a termine. Sebbene dagli organismi che si occupano delle competizioni di Karate sportivo siano state date linee guida agli arbitri per giudicare l’esecuzione di un kata, di qualsiasi linea si tratti, non ne sono stati creati appositamente per omologare i vari stili e fornire una base di partenza comune. Oggi, a Okinawa, i praticanti di Shorin-ryu conoscono i Fukyu kata, i praticanti di Goju-ryu conoscono i Gekisai dai (addirittura il comitato della Prefettura pare starebbe vagliando - le voci ci sono dal 2015 - di adottare ufficialmente una sorta di terzo Fukyu kata che rappresenti anche la linea Uechi-ryu, in modo da creare un sistema di tre kata, uno per ogni stile. Il progetto originale, però, non doveva essere proprio questo, bensì quello di integrare in 1 o 2 kata elementi di tutte le linee), tuttavia il panorama del Karate di Okinawa si presenta ancora frammentato nelle varie linee. Cerchiamo di capire come è nata questa idea, i vari tentativi che sono stati fatti nel tempo per attuarla e il perché hanno fallito.

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Il progetto di creare una serie di kata unificati che accomunassero le linee di Karate presenti a Okinawa, e che fornissero una base comune di studio ai ragazzi delle scuole era già stato deciso nella famosa riunione del 25 ottobre 1936, che aveva riunito i più eminenti Maestri di Okinawa dell’isola, nonché importanti funzionari della Prefettura e giornalisti allo Showa Kaikan di Naha, per decidere di adeguare il Karate alla popolarità crescente che stava subendo in Giappone, e nel contempo risvegliare l’attenzione dell’arte a Okinawa, che era in una fase di declino, considerato un retaggio superato del passato. Molte decisioni importanti furono prese in quella riunione (tanto che verrà approfondita in altra sede), in questo momento ci concentreremo però su una parte del dibattito, la parte che riguarda  come diffondere nel miglior modo il Karate. Grazie alle minute di quella riunione, che abbiamo grazie a Kanken Toyama, noto Maestro fondatore del Dojo Shudokan a Tokyo, che le inserì in un’appendice del suo libro “Karatedo Daiho Kan”del 1936 (da notare che il principale fautore di quest’incontro, Genwa Nakasone, era suo studente), possiamo conoscere le opinioni dei vari partecipanti. Il Vice-Comandante della Regione Militare di Okinawa, Kitsuma Fukushima, propone una serie di punti per sviluppare un modello unificato di Karate prendendo spunto da ciò che era stato fatto recentemente con gli stili del Kendo giapponese: tra i punti che ci interessano, esso propose lo sviluppo di una serie di kata comuni, ottenuti unificando i principi e le tecniche in modo da poter sviluppare concetti di attacco e difesa flessibili. Interviene a questo punto Chojun Miyagi (fondatore del Goju-ryu) che, sebbene si dica d’accordo sull’introduzione di un kata nazionale adatto agli studenti delle varie classi scolastiche, che contenga i principi sia di difesa che di attacco, ribadisce l’importanza dei kata classici, che devono continuare a essere praticati; questo kata dovrebbe essere sviluppato dall’Okinawa Dento Karate-do Shinkokai (la futura associazione che riunisce i Maestri di Okinawa, altra decisione ufficializzata in questa riunione), con l’intervento anche di praticanti anziani della sezione okinawense del Dai Nippon Butokukai (l’Associazione giapponese che si occupa della gestione delle arti marziali) e dell’Istituto di Educazione Fisica della Prefettura. La riunione si chiude con l’intervento di Zensoku Yamaguchi, direttore del quotidiano Ryukyu Shimpo (la cui società editrice ha sponsorizzato l’incontro), che annuncia il suo prossimo intervento presso l’Ufficio Affari Educativi della Prefettura, per chiedere di valutare l’introduzione del Karate nelle scuole elementari e medie, visto l’interesse dei ragazzi verso la disciplina.

In questa riunione si decide quindi di sviluppare dei kata che forniscano una base comune ai ragazzi delle due linee principali di Karate presenti sull’isola, la linea Shorin (Shuri Te) e la linea Shorei (Naha Te). Alcuni kata considerati adatti all’insegnamento dei ragazzi delle scuole, in ottica di educazione fisica e addestramento pre-militare (che fornissero quindi benefici a livello fisico di rafforzamento del corpo e, nel contempo, elementi basilari di attacco e difesa), erano già stati introdotti dal Maestro Anko Itosu intorno al 1905 in alcuni istituti scolastici di Shuri, e i benefici per i ragazzi erano stati già esposti nel suo documento Tode Jukun del 1908 (“i dieci precetti”), indirizzato all’Ufficio Prefettizio dell’Educazione affinché fosse adottato in tutte le scuole della Prefettura e, in seguito di tutto il Giappone. Tuttavia questi erano considerati espressione solo della linea Shorin, mentre nel 1936 era giunto il momento di sviluppare dei kata che fossero espressione di ambedue le linee, che riunissero i principi fondamentali di entrambe per fornire una base comune.

Dopo pochi mesi, nel gennaio 1937, dall’evoluzione del vecchio Ryukyu Tode (Karate) Kenkyukai (la vecchia associazione creata ufficialmente nel 1926, su impulso di Kenwa Mabuni e Choyu Motobu, come prima associazione di Karate di Okinawa interstile) viene costituito il Comitato Promozionale del Karate della Prefettura di Okinawa, su impulso di Genwa Nakasone e Chosuke Maeshiro. I Maestri del comitato prepararono entro il marzo dello stesso anno una serie di 12 kihon kata di base, che tuttavia erano perlopiù espressione della linea Shorin, e che quindi non vennero adottati (Genwa Nakasone in “Karate do Taikan” del 1938 riporta i l’esecuzione foto per foto di tutti e dodici i kata), dato che non offrivano quasi nessuna standardizzazione (alcuni stili Shorin ne adottarono alcuni, come la linea di Chosin Chibana, portata avanti da Katsuya Miyahira, tuttavia ciò sarà approfondito in altra sede).

A questo punto arrivò il primo intervento ufficiale delle autorità governative sulla vicenda: il nuovo Prefetto di Okinawa, Generale Hajime Hayakawa, nel 1940 decise di formare un comitato di Maestri che desse attuazione a quelle famose decisioni prese nel 1936, ossia lo sviluppo di due kata unificati che offrissero agli studenti una base comune delle due linee di Karate. Hajime Hayakawa intendeva perseguire lo scopo inserendo in questo comitato Maestri giovani che fossero in linea con gli intendimenti del nuovo Prefetto (preferendoli ai Maestri anziani, più ancorati alla tradizione), coordinati da un noto esperto di Kendo, dato che l’arte della spada era stata interessata pochi anni prima da un analogo processo (da Kenjutsu a Kendo, il passaggio da “arte della spada” a “via della spada”, un cambio comune alle vecchie arti marziali in quel periodo, che a dispetto dell’uso in guerra di dette arti tendeva a privilegiare il concetto di perfezionamento interiore tramite la pratica dell’arte), codificando kata comuni (Nihon Kendo Kata) alla miriade di scuole presenti in Giappone. 

Troviamo quindi nel comitato, oltre al coordinatore, un egual numero di membri delle due linee al fine di evitare una prevalenza dell’una sull’altra:

-Shochoku Ishihara: un poliziotto, all’epoca il più alto grado nel Kendo di tutta l’isola (6°Dan), con il grado di coordinatore del gruppo

-Chojun Miyagi: membro più anziano del comitato, Kyoshi del Dai Nippon Butokukai, unico membro che aveva partecipato sia alla riunione del 1936 (e aveva appoggiato la scelta dei kata standardizzati) che al comitato del 1937, istruttore della scuola di polizia

-Jinsei Kamiya: allievo di Miyagi ed esperto di Kobudo, Presidente dell’Associazione di tutti gli sport della città di Itoman

-Jinan Shinzato: poliziotto allievo di punta di Miyagi in quel periodo, Renshi del Dai Nippon Butokukai, e probabilmente suo successore se non fosse morto giovane durante la Guerra

-Koji Miyazato: allievo di Miyagi

-Anbun Tokuda: insegnante, rinomato allievo di Anko Itosu

-Kensei Kinjo: allievo anziano di Chosin Chibana, Renshi del Dai Nippon Butokukai e co-fondatore col Maestro di Jujutsu Sannosuke Ueshima del Karate Kushin-ryu

-Shinei Kiyan: noto come esperto di Kobudo, grande amico di Shoshin Nagamine

-Shoshin Nagamine: poliziotto, grande amico di Chojun Miyagi, studente di Choki Motobu, Chotoku Kiyan, Renshi del Dai Nippon Butokukai grazie alla raccomandazione di Miyagi, fondatore della scuola Matsubayashi-ryu

Nel giro di pochi mesi (giugno 1941) vennero approvati dal comitato due kata (secondo alcune fonti fu creato in questa occasione anche un Fukyu kata san che poi non verrà adottato, e diventerà il Gekisai dai ni nel Goju-ryu), uno in era prevalenza Shorin e l’altro in prevalenza Shorei, ma in entrambi erano presenti elementi dell’altra linea: gli venne dato il nome di Fukyu Kata (kata basilari).

Il Fukyu kata ichi si classifica come kata a prevalenza Shorin, con uno enbusen simile ai Pinan, ed insegna a prendere confidenza con tecniche di uke basse e alte, i “pugni” tipici dello Shorin tratti dal vecchio Ti di Shuri, ma anche i pugni tipici del Tode cinese (Naha Te); introduce inoltre gli spostamenti basilari (tai sabaki). É un kata il cui scopo primario è trasmettere i principi, a livello tecnico si può dire non ci sia nulla di rilevante da segnalare, non è stato composto con l’ottica di renderlo applicabile, bensì di poter permettere di allenare i principi di uso marziale del corpo. Nagamine sarebbe stato incaricato di crearlo, seguendo le direttive e infine sottoponendolo all’approvazione del comitato.

Il Fukyu kata ni è solitamente attribuito a Miyagi, ma anche qui secondo le direttive e con l’approvazione finale degli altri membri. Secondo il Maestro Seikichi Toguchi, suo studente, sarebbe anche il condensato dei principi Shorin che lo avevano più colpito negli incontri che aveva avuto con il Maestro Anko Itosu, tanto è che il jodan-uke (o age-uke) iniziale non si trova negli altri kata della sua scuola, e anche il namigaeshi parrebbe derivato dal kata Naihanchi. Il ricercatore Patrick McCarthy (che lo tramanda nella sua scuola col nome di Chokyu, usando pronunce alternative delle iniziali dei nomi Nagamine e Miyagi) sostiene di aver trovato in Cina un esercizio a coppie nello stile del Pugno del Monaco molto simile, da cui verosimilmente Miyagi avrebbe preso l’ispirazione per creare questo kata (data anche la sua intuitiva applicazione con un compagno), imparato durante i suoi studi all’Associazione Chin Woo (Shangai, Cina) dal monaco Shaolin Miao Xing.

Questi kata, creati per formare una base comune, non passarono la II° Guerra Mondiale; data la grande popolarità del Maestro Nagamine, la gran parte degli stili Shorin li adottò nelle rispettive scuole come kata per principianti (il Maestro Ansei Ueshiro del Matsubayashi ryu, amico di Nagamine, nel 1960 creò per la sua linea anche un Fukyu kata san), ma nel Goju-ryu Miyagi, visto che la spinta iniziale di introduzione ufficiale nelle scuole era venuta meno dati gli orrori della Guerra, ritenendo probabilmente il progetto ormai naufragato, eliminò il Fukyu kata ichi, cambiò nome al Fukyu kata ni che diventò Gekisai dai (“distruggere”) ichi, e adottò anche il Gekisai dai ni, il quale introduce tecniche più complesse, ma sempre in un’ottica basilare. Attualmente tutte le scuole Goju-ryu trasmettono questi kata all’inizio dell’apprendimento.

Una breve spiegazione deve essere data riguardo la scuola di Goju-ryu Shoreikan del Maestro Seikichi Toguchi, uno degli allievi avanzati di Chojun Miyagi, il quale nel corso del tempo fino alla sua morte (1998) ha sviluppato un sistema educativo completo, basato su una serie di progressiva difficoltà di kata per principianti. Egli sosteneva che fosse il progetto dello stesso Chojun Miyagi, il quale glie ne avrebbe parlato compiutamente, spiegandogli che intendeva creare 10 kata di base, e le modalità con cui intendeva espandere questo sistema, ma che non poté realizzare lui stesso dato il suo decesso nel 1953. Toguchi col tempo ha sviluppato (ricevendo il plauso di altri due allievi anziani di Miyagi, Meitoku Yagi e Seiko Higa, quest’ultimo già allievo di Kanryo Higaonna, Maestro di Miyagi) due Hookiyu Kata da insegnare prima dei due Gekisai dai adottati da Miyagi, un Gekisai dai san, due Gekiha kata (“strappare”, nome che pare avesse già programmato di usare Miyagi) e due Kakuha Kata,  sviluppando anche parallelamente una serie progressiva di applicazioni a coppie per ognuno di questi, per abituare progressivamente anche a lavorare a coppie nonché, date le difficoltà di comprensione degli americani del suo Dojo e il loro continuare a chiedere lumi sulle applicazioni, per riuscire a spiegarsi in modo compiuto. In totale si arriva a 9 kata, il decimo è una sorta di kata / danza da eseguirsi a tempo di musica, chiamato Hakutsuru no Mai, una sorta di kata che riprende le movenze della gru che combatte un serpente. 

Un nuovo kata, che rappresenta la fusione tra i due Gekisai dai trasmessi nel Goju-ryu, viene trasmesso nello Shito-ryu di Kenwa Mabuni, grande amico di Miyagi. Evidentemente Mabuni, grande collezionista di kata, sebbene fosse in Giappone quando i Gekisai dai  vennero messi a punto, li imparò (probabilmente da Miyagi stesso, che viaggiava spesso in Giappone a insegnare), e li condensò in un unico kata chiamato Shinsei (“nuova vita”); in seguito, dopo la morte di Kenwa, suo figlio Kenei creerà per la sua scuola una nuova versione, più avanzata, denominata Shinsei ni. Nello Shito-ryu di Teruo Hayashi, invece, sono trasmessi i due Fukyu kata classici del Matsubayashi-ryu (Hayashi aveva studiato tra gli altri con Shoshin Nagamine), ma chiamati rispettivamente Ten no kata (“kata del cielo”) e Chi no kata (“kata della terra”).

Per maggiori informazioni potete leggere:

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)