STUDIO SULL’INCREMENTO DELL’EFFICACIA DEL KARATE SHOTOKAN, TRAMITE L’INTEGRAZIONE DEL KARATE ANTICO SHORIN-RYU


Articolo a cura di Alessio Beato: laureando in scienze motorie, allenatore 2° dan di Karate Shotokan, praticante di Karate Shorin-ryu

Premessa storico tecnica a cura del M° Emanuel Giordano

Premessa storico-tecnica

Gli esercizi propedeutici al corretto uso marziale del corpo, sono uno dei principali pilastri delle arti marziali tradizionali definite “antiche”, ovvero tutte quelle arti marziali che, pur evolvendosi nel tempo, hanno mantenuto intatte le caratteristiche peculiari originali. Questi esercizi sviluppano la coordinazione, aumentano la sensibilità del corpo (propriocezione inclusa), fanno meglio comprendere l’uso delle catene cinetiche, potenziano muscoli interni, spesso trascurati, ma fondamentali per generare potenza nelle tecniche e per mantenere in salute il corpo (alcuni di essi potenziano i muscoli attorno alla testa del femore, diminuendo il carico sulla cartilagine dell’articolazione). 
 
Per ciò che concerne il Karate giapponese (stili Shotokan, Shotokai, Wado-ryu, Shito-ryu, ecc), il punto di riferimento antecedente agli stravolgimenti tecnici è senza ombra di dubbio il Karate Tradizionale di Okinawa. I suddetti stili hanno come progenitore comune lo stile Shorin-ryu derivato da Anko Itosu sensei, che a Okinawa ha continuato ad esistere, tramandato dal suo erede: Choshin Chibana sensei. Sebbene Chibana sensei abbia avuto diversi validi allievi, colui che ha tramandato più fedelmente lo stile del maestro, sia nell’uso della tecnica che nei kata, divenendone difatti l’erede ufficiale (“eletto” tale dai suoi pari, cioè dagli altri allievi), è Katsuya Miyahira sensei, fondatore della scuola Shidokan Shorin-ryu. Egli infatti, a differenza di molti degli altri allievi, mantenne intatti i principi dello Shorin-ryu di Itosu-Chibana, senza inserire elementi di altri stili come fecero altri suoi contemporanei. L’erede di Miyahira sensei è Maeshiro Morinobu sensei 10° dan, il quale è mio maestro diretto. La linea di trasmissione diretta da maestro ad allievo ha fatto si che lo stile, seppur arricchendosi delle esperienze marziali dei suoi protagonisti, si mantenesse intatto fino ad oggi, ed io così l’ho appreso e così lo trasmetto in Italia tramite il Centro italiano per il Karate Tradizionale Shorin-ryu di Okinawa.
 
Anko Itosu sensei
 
Nel tempo ho riscontrato diverse similitudini tra questi esercizi e quelli praticati in altre arti marziali, tra cui quelle cinesi. Occorre però non fare confusione, poiché ogni arte marziale ha sviluppato in maniera differente i suoi esercizi propedeutici, in base ai propri principi tecnici e al proprio uso del corpo. Ad esempio, per quanto simili, è sbagliato utilizzare l’esercizio cinese Chi sao (mani appiccicose) al posto dell’esercizio tipico del Karate, il Kakie (mani che si spingono), poiché esso allena un uso del corpo differente che non trova poi applicazione nel Karate. Infatti diversi tipi di Chi sao richiedono il movimento delle sole braccia, mentre il Kakie e le tecniche del Karate (in particolare Shorin-ryu e derivati) prevedono l’uso dell’intero corpo. Collaborando con diverse altre scuole di Karate Shorin-ryu, ho altresì riscontrato che non tutte hanno mantenuto intatta tale pratica, talune mantenendo solo alcuni degli esercizi, altre eliminandoli proprio (come nel Karate giapponese). Grazie alla mia esperienza personale posso dire che tali esercizi possono essere appresi e praticati anche da chi pratica Karate giapponese (ad es. Shotokan), migliorando notevolmente l’efficacia delle proprie tecniche.
 
Il M° Maeshiro Morinobu (10° dan) ed il M° Giordano Emanuel (4° dan) mentre eseguono uno degli esercizi propedeutici
 
Nelle sessioni di allenamento effettuate nei giorni  25/6/2018 - 4/7/2018 - 11/7/2018 si sono svolte delle sperimentazioni, tramite l’analisi di alcuni degli esercizi propedeutici al corretto uso del corpo, della scuola Centro italiano per il Karate Tradizionale Shorin-ryu di Okinawa, come fine per un transfer d’apprendimento atto al miglioramento del Karate di stile Shotokan, inteso come pura capacità coordinativa su ragazzi novizi tra i 10 e i 12 anni. 
 
La sperimentazione riguardava la tecnica di Karate Shotokan definita Oi tsuki (pugno lungo eseguito con il passo), con avanzamento in zenkutsu-dachi (posizione con il baricentro avanzato). Per un miglioramento di questa tecnica, dopo vari tentavi di usare solo i classici metodi peculiari dello stile Shotokan, ci si rendeva conto che essa, nonostante esteticamente iniziasse a prendere forma, non era stata compresa ed assimilata dai ragazzi praticanti. In particolare l’uso del corpo, e delle catene cinetiche non risultava chiaro. Dopo l’introduzione di un solo esercizio propedeutico Shorin-ryu, nella fattispecie l’esercizio denominato Khion Kata Ichi (forma fondamentale uno), c’è  stato un risveglio dal sonno dogmatico: l’utilizzo di tutto il corpo e delle sue catene cinetiche naturali hanno fatto si che ci fosse un immediato e chiaro miglioramento, in modo da apprendere più naturalmente la tecnica, senza vari tipi di schemi o blocchi prefissati della stessa (vedere tabelle e grafici allegati). 
 
Questo tipo di organizzazione dell’allenamento, ha fatto in modo di chiarirmi le idee sui movimenti specifici che vanno dalle grandi fasce muscolari (molta parte del lavoro ha interessato i muscoli quadricipiti e dorsali), alle più piccole (articolazione del polso, delle caviglie, dita delle mani, dei piedi, spalle). Il lavoro sulle fasce muscolari ha incluso prima di tutto lo stretching come riscaldamento, piegamenti sulle braccia per favorire un transfer dal condizionamento alla tecnica, quindi miglioramento delle fasce inter e intramuscolari del gran pettorale e del dorsale, assieme alla sinergia della spinta a favore dei muscoli tricipiti. In particolare l’utilizzo del bacino è stato quello più ricercato, essendo che nel Karate di stile Shotokan non è un movimento che si realizza nella sua forma completa (facendo riferimento alle tecniche di gamba e braccio, eseguite in contemporanea ad uno spostamento avanti e/o indietro del corpo), in particolare nei novizi. Lo studio degli esercizi preparatori della scuola Centro italiano per il Karate Tradizionale Shorin-ryu di Okinawa, ha fatto si che questo problema si risolvesse utilizzando in particolare l’esercizio Khion Kata Ichi. 
 
Questo esercizio prevede uno spostamento in avanti, seguito dell’esecuzione di un pugno opposto alla gamba avanzata, utilizzando solo ed esclusivamente dei muscoli ben precisi (a differenza del Karate di stile Shotokan dove vi è una completa contrazione del corpo, nel momento in cui si sferra la tecnica), che vengono così “isolati” ed allenati, rendendo più chiaro al praticante l’utilizzo delle catene cinetiche, e migliorando così la tecnica. Grazie alla assidua ripetizione delle tecniche, i praticanti hanno terminato l’ora di lezione, sentendosi ancora freschi di energie, e percependo un leggero affaticamento concentrato solamente nelle zone muscolari su cui hanno lavorato. 
 
In conclusione, per poter far si che anche nel Karate Shotokan le tecniche vengano automatizzate, e risultino più chiare, fluide ed efficienti/efficaci, c’è un enorme bisogno dello studio degli esercizi propedeutici in uso nel Karate Shorin-ryu, in particolare quelli di antica origine, tramandati in Italia dal Centro italiano per il Karate Tradizionale Shorin-ryu di Okinawa
Questi esercizi propedeutici non si trovano nel Karate giapponese, nonostante esso derivi dallo Shorin-ryu, poiché sono stati eliminati in favore di un allenamento più standardizzato e meccanico, che meglio rispecchiasse la “nuova immagine” delle arti marziali giapponesi, le quali dopo la Restaurazione Meiji, sono state trasformate in sport regolamentati e percorsi di formazione spirituale attraverso l’addestramento fisico (la transizione da jutsu, cioè lotta, a do, cioè percorso/via di crescita spirituale), perdendo in molti casi (Karate incluso) parte dell’efficienza marziale, non essendo più essa necessaria nel contesto del Giappone moderno (es. abolizione casta guerriera dei Samurai, ecc). Nel percorso di “giapponesizzazione”  del Karate, arte marziale di origine Okinawense (Okinawa faceva parte di un regno indipendente, e fu annessa al Giappone solo in seguito) l’arte marziale fu snaturata e mutilata, perdendo buona parte delle sue componenti, e relegando l’allenamento alla pratica di tre soli aspetti: khion (in origine esercizi basilari, trasformati in propedeutici al kumite), kumite (in origine esercizi di combattimento atti alla difesa personale, trasformati in combattimento sportivo regolamentato) e kata (schemi di combattimento alla base dell’arte marziale e al kumite, poi snaturati e trasformati in esercizi fine a se stessi). Con il tempo questa trasformazione ha portato alla nascita di un Karate rigido e, talvolta, poco salutare per determinate articolazioni. Come disse Gichin Funakoshi sensei, il maestro okinawense principale promotore dell’introduzione del Karate Shorin-ryu in Giappone, e ritenuto erroneamente fondatore dello stile Shotokan: “Non dimenticare dove occorre usare o non usare la forza, rilassare o contrarre, applicare la lentezza o la velocità, in ogni tecnica” (fonte: Nijukun, i venti precetti del Karate).
 
Tecniche a confronto: a sinistra Funakoshi sensei, a destra Maeshiro sensei
 
Esperienze personali nel Karate Shorin-ryu
Nei primi sei mesi di pratica del Karate Shorin-ryu con il Maestro Emanuel Giordano, presso il Centro italiano per il Karate Tradizionale Shorin-ryu di Okinawa, ho potuto constatare un miglioramento significativo nell’utilizzo delle tecniche di Karate Shotokan come transfer, ma soprattutto un miglioramento dell’utilizzo del corpo, delle sue catene cinetiche, e un miglioramento cinestesico dei muscoli selezionati con cura durante l’esecuzione delle tecniche. La mia è una testimonianza diretta della mia esperienza personale, sul miglioramento del mio Karate e del mio utilizzo del corpo.
 
Ciò che rende speciale lo Shorin-ryu tramandato dal Maestro Emanuel Giordano, sono in particolare gli esercizi propedeutici all’uso marziale del corpo, che permutano nel tempo e nello spazio, ma sono radicati nei principi del movimento, e che vanno a convogliarsi nel kata e nel combattimento. Le catene cinetiche, i piccoli muscoli (cingolo scapolo-omerale, il polso, l’avambraccio, i polpacci, gli stinchi e l’articolazione della caviglia in particolare), i muscoli profondi (muscolo semispinale del capo, M. splenio del capo, M. elevatore della scapola, M. grande romboide, M. dentato anteriore e posteriore, obliquo esterno dell’addome, M. infraspinato, trasverso addominale, muscolo grande psoas, sartorio, quadrato del femore, pettineo, adduttore lungo e breve, grande adduttore), ed i legamenti (in particolare delle gambe che vanno dal testa del femore come la borsa mucosa ileo-pettinea, legamento ileo-femorale dell’articolazione dell’anca, legamento pubo-femorale, ai polpacci muscoli tendinei del pettineo) sono quelli maggiormente coinvolti negli esercizi propedeutici di matrice marziale del  karate Shorin-ryu.
 
I Kakie (nelle loro 4 differenti forme) sono esercizi eseguiti in coppia con un compagno, a contatto con i polsi e le braccia. Prevedono il movimento del corpo intero. La loro esecuzione coinvolge varie catene cinetiche, ed il movimento parte dai piedi, interessando poi il tronco con la sua rotazione, passando alla spalla, fino a convogliare l’energia nella spinta del polso, con la contrazione massima del  gran dorsale. Questa serie di esercizi sfrutta l’energia metabolica anaerobica, data la contrazione dell’ 85% del solo muscolo gran dorsale per migliorane la sinergia di spinta, del gran pettorale e di tirata del gran dorsale. Inoltre sono utilissimi per migliorare la sensibilità e la coordinazione, in quanto questi movimenti si basano su principi che si ritrovano sia nei kata che nelle loro applicazioni.
 
Gli esercizi propedeutici non riguardano solo la parte alta del corpo, ma interessano anche quella bassa. Diversi esercizi, tra cui quelli che prevedono l’esecuzione del calcio laterale (sfruttato come propedeutico per l’allungamento degli hamstring) e dei calci frontali, eseguiti con un compagno e in determinate modalità, migliorano la propriocettività dei muscoli della gamba fino alla punta delle dita, dove il calcio esprime la sua contundenza, in particolare nell’utilizzo del calcio frontale.
 
Personalmente ho potuto verificare l’utilità di questi esercizi anche nella sfera della rieducazione del movimento: nel mese di maggio 2018 partecipai ad una gara di Karate Shotokan, nella specialità del kumite (combattimento sportivo regolamentato). Durante il primo incontro, dopo aver sferrato un mawashi-geri (calcio circolare) che non arrivò a bersaglio, mi stirai il sartorio sinistro interrompendo cosi l’incontro. Dopo una visita al pronto soccorso il dottore mi disse che sarei dovuto rimanere a riposo per almeno un mese, assumendo dosi giornaliere di antidolorifico, e ricorrendo all’utilizzo delle stampelle. Terminata la fase di riposo ripresi ad allenarmi gradualmente, nonostante la zona fosse ancora dolente. Grazie all’esecuzione degli esercizi propedeutici per le gambe, eseguiti una/due volte la settimana, in 17 giorni ritrovavo l’allungamento corretto della tecnica, una rieducazione dello schema motorio nella camminata, nonché la scomparsa del dolore.
 
Analisi della tecnica Oi Tsuki prima dell'allenamento propedeutico Shorin-ryu
posizione del corpo posizione del bacino posizione del braccio
corretto non corr. corretto non corr. corretto non corr.
5 5 3 7 4 6
 
                                                
 
 



Analisi della tecnica Oi Tsuki dopo dell'allenamento propedeutico Shorin-ryu
posizione del corpo posizione del bacino posizione del braccio
corretto non corr. corretto non corr. corretto non corr.
8 2 9 1 6 4

 
Per maggiori informazioni potete leggere:
"Karate Shorin-ryu: kata" (clicca qui)
 

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)

 
 
Analisi della tecnica Oi Tsuki prima dell'allenamento propedeutico Shorin-ryu
posizione del corpo posizione del bacino posizione del braccio
corretto non corr. corretto non corr. corretto non corr.
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