SOCHIN, FACCIAMO CHIAREZZA

Articolo a cura di Emanuel Giordano e Manuel Vignola
in collaborazione con Matteo Muratori (My 2cents Karate)

Sochin è uno dei kata di Karate Tradizionale di Okinawa che hanno mantenuto lo stesso nome anche nel Karate Shotokan (tolta una breve parentesi in cui fu chiamato 八荒 Hakko). Purtroppo su questo kata si sentono dire grandi sciocchezze! Si va da quelli che sostengono che questo kata sia presente solo nello Shotokan, ignorando perfino il "cugino" Shito-ryu, a quelli che sostengono che la forma originale si faccia solo nella scuola Kyudokan Shorin-ryu di Okinawa, che questo era uno dei kata di Chibana sensei, e che Funakoshi Yoshitaka si inventò tutto di sana pianta. Cerchiamo quindi ora di fare un po' di chiarezza su queste voci incontrollate, espresse spesso senza avere la capacità di svolgere una ricerca storico-tecnica seria. Partiamo dal presupposto che, in realtà, ad Okinawa c'erano principalmente due versioni di questo kata, di cui una praticata dalla famiglia Motobu e dalla famiglia Kudaka (Hisataka in giapponese), ed una proveniente da Arakaki Seisho sensei. É probabile che la prima versione che abbiamo nominato, tutt'ora esistente, fosse praticata anche da altre famiglie e scuole, e che in origine provenisse anch'essa da Arakaki sensei, ma noi ci atteniamo alle prove pratiche ed alle fonti. A ulteriore prova del fatto che esistessero queste due varianti del kata, c'è la testimonianza di Mabuni sensei, riportata in Karate-do Nyumon (1938).

QUALI SONO LE VERSIONI OGGI PRATICATE, E DA DOVE DERIVANO?
Ad oggi esistono diverse versioni, tra cui quella praticata nella scuola Shorin-ryu Kyudokan (e scuole derivate), quella praticata nello Shito-ryu, quella tramandata nel Shorinji-ryu Kenkokan, la versione di Motobu Choyu (tramandata ancora in poche scuole), e la versione Shotokan (per i video cliccare sui nomi delle scuole/stili). 
 
  • La versione della scuola Kyudokan proviene dal periodo in cui Higa Yuchoku sensei studiò con Akamine sensei (da alcuni identificato come Akamine Seiichi), dal quale apprese il kata Arakaki no Sochin, chiaro riferimento al suddetto Arakaki Seisho. Bisogna infatti ricordare che Higa sensei non studiò solo con Chibana sensei, ma anche con Shiroma Jiro sensei (allievo di Itosu sensei), Shinzato Jinnan sensei (Goju-ryu), Miyahira Seiei sensei (allievo di Kyuna peichin), nonché con Kokuba sensei e il già citato Akamine sensei, e che da qui nascono alcune delle differenze con il Karate degli altri allievi di Chibana sensei.
  • La versione Shito-ryu è grossomodo uguale a quella della scuola Kyudokan, e proviene anch'essa da Arakaki Seisho sensei, con il quale Mabuni sensei ebbe modo di studiare. Questa informazione ce l'ha fornita Mabuni sensei stesso in Karate-do Nyumon (1938).
  • Il kata insegnato nello Shorinji-ryu Kenkokan si chiama Kudaka no Sochin. Questa scuola nasce con Hisataka (Kudaka) Masayoshi Kori, allievo di Kyan sensei e discendente del 56° imperatore del Giappone. Le conoscenze marziali di Hisataka sensei spaziavano dal Karate di Kyan al Kobudo di Kinjo Ufuchiku Sanra, dal sistema di famiglia (comprendente combattimento sia a mani nude che armato) al Jujutsu, ecc. Questa versione, come detto all'inizio dell'articolo, è differente da quella appresa da Mabuni sensei e da Higa sensei. Purtroppo, dopo che la scuola si trasferì in Giappone "continentale" nel secondo dopoguerra, iniziò a "giapponesizzarsi", modificando posizioni, ritmo, uso del corpo, ecc. Ulteriori modifiche furono poi apportate dal figlio di Hisataka, il quale integrò movenze cinesi e coreane nella scuola (visibili anche nel Kudaka no Sochin). Ad ogni modo Hisataka Masayuki, figlio del fondatore, scrisse Essential Shorinji-ryu Karate-do (1994), dove è presente anche la sequenza fotografica del Kudaka no Sochin prima delle ultime modifiche apportate. 
  • Il Motobu no Sochin appartiene alla stessa corrente del Kudaka no Sochin, ed è tutt'ora praticato in alcune scuole, sebbene sia abbastanza raro. Sappiamo che Motobu Choyu apprese molti kata di Shuri e di Kume-mura, e che condivise parte delle sue conoscenze sia all'interno del gruppo di studio Ryukyu Tode Kenkyukai, sia a diversi maestri che gli facevano visita, essendo ritenuto un'autorità indiscussa nel mondo del Karate. Tuttavia non sappiamo precisamente da chi apprese il kata.
  • Il Sochin Shotokan, su questa versione spenderò qualche parola in più per sfatare alcuni miti. Sebbene non si sappia da chi fu appreso, fa parte della stessa "famiglia" del Motobu no Sochin e del Kudaka no Sochin, e questo appare evidente già confrontando i kata, ma dopo aver fatto la comparazione tecnica bisogna anche esaminare le varie fonti storiche. Nakayama Masatoshi, riferendosi a Funakoshi Gichin, dichiarò in un'intervista riportata nel libro Karate Masters Vol.1 (Jose M. Farguas): "[...] suo figlio Yoshitaka andò ad Okinawa e tornò con Sochin". Questa informazione trova conferma parziale nelle parole di Funakoshi stesso, il quale scrisse d'esser stato invitato ad imparare un kata da un altro maestro di Okinawa mentre lui si trovava già a Tokyo ma, non potendo recarsi personalmente sull'isola natia, inviò il figlio Gigo (Yoshitaka) che tornò con un kata che non era stato trasmesso a nessuno (Karate-do Nyumon, 1943). Nello stesso libro Funakoshi cita il kata tra quelli in studio presso il suo dojo, ma lo chiama Hakko, dandogli un nome giapponese come era capitato per gli altri kata okinawensi (fu poi Nakayama a ripristinare il nome Sochin, sebbene usando dei kanji al posto del nome scritto in katakana). Infine McCarthy scrive in Tanpenshu (2003) che l'anno in cui Funakoshi Yoshitaka tornò da Okinawa con Sochin fu il 1929. Anche scartando la testimonianza di Nakayama e l'informazione fornita da McCarthy, e ipotizzando che il kata a cui si riferisce Funakoshi G. non sia Sochin, resta il fatto che il Sochin Shotokan sia molto simile al Kudaka no Sochin ed al Motobu no Sochin, sebbene profondamente "giapponesizzato" e alterato. Potrebbe quindi derivare da un kata dal quale provengono le suddette versioni, o addirittura derivare direttamente da una di esse. Per concludere, vorrei tentare anche di chiarire la frase detta da Taiji Kase sensei durante l'itervista fattagli da Pascal Putrella a Müllheim il 12/12/1997 (disponibile in lingua originale su questo sito). Il maestro Kase riporta erroneamente (come fino a qui dimostrato) che lo Shotokan è l'unico stile a tramandare il Sochin, ma questo come ben sappiamo non è vero. Riporta inoltre che quando Shirai sensei andò ad Okinawa per studiare con i maestri dell'isola dove il Karate è nato (Kase sensei cita solo lo stile Goju-ryu, ma sappiamo che Shirai sensei si recò anche nei dojo di Shorin-ryu), dimostrò il suo kata preferito (Sochin) davanti ad alcuni maestri, i quali lo riconobbero come "il perduto samurai Sochin". Ora, inutile sottolineare il fatto che se lo hanno riconosciuto, non poteva esser di certo un kata perduto e, anzi, come abbiamo detto fino ad ora, il kata è tutt'ora praticato in altre scuole. Risulta invece interessante il termine samurai, il quale potrebbe essere una cattiva interpretazione dei termini okinawensi peichin (come Arakaki peichin. Es: Arakaki peichin no Sochin) e aji (come Motobu aji. Es: Motobu aji no Sochin). Oppure, molto più probabilmente, potrebbe essere il termine samuree, il quale è un'okinawanizzazione della parola giapponese "samurai", usato per descrivere l'aristocrazia accademica del regno. Inoltre, alcuni kata in passato venivano riportati con il nome della persona che gli insegnava seguita dal suffisso -shi (士), che ad Okinawa veniva usato col significato di gentiluomo, mentre in Giappone voleva dire samurai (es: Arakaki-shi no Sochin).
CONCLUSIONE
Come abbiamo visto, esistono due macroversioni del kata suddivise in varie versioni: una di cui fanno parte il Sochin dello Shorin-ryu Kyudokan e quello dello Shito-ryu, e l'altra di cui fanno parte il Motobu no Sochin, il Kudaka no Sochin e il Sochin Shotokan. Questo dato, unito alle modifiche apportate poi in Giappone nelle scuole Shotokan, Shito-ryu e Shorinji-ryu Kenkokan, spiegano le varie differenze tra di esse.
 
Per maggiori informazioni potete leggere:
"Karate Shorin-ryu: kata" (clicca qui)
 

"Karate Shorin-ryu: L'eredità delle guardie del re di Okinawa" (clicca qui)

"Storie di Okinawa: spiriti, magia e leggende dell'isola giapponese" (clicca qui)

"La leggenda dei maestri di Karate di Okinawa. Biografie, curiosità e misteri"  (clicca qui)

"Manuale del Karate e del Kobudo di Okinawa" (gratis qui)